Percorso
Per arrivare sulla costa Verde, lasciate la strada statale 126 Sud Occidentale Sarda all'altezza di Guspini, e proseguite in direzione Montevecchio-Marina di Arbus. Attraversate le montagne dell'Arcuentu e, dopo circa 25 chilometri, passate Cala Campu Sali, proseguite fino a imboccare nuovamente la statale 126, fino ad arrivare a destinazione.

Cosa vedere
All'improvviso, il mare. Poi dune di sabbia bianca alte anche venti metri. E ancora, miniere abbandonate in uno scenario che sarebbe piaciuto a Sergio Leone per i suoi film western. La strada che porta da Marina di Arbus a Piscinas e Ingurtosu prevede un continuo cambio di ambienti e atmosfere.
Si parte tra gli uliveti al margine del Campidano, dove sorge Guspini, importante centro nuragico come testimoniano i resti di insediamenti trovati nelle vicinanze: oltre ai nuraghi, tracce di abitazioni arcaiche e "tombe dei giganti" (monumenti funerari costituiti da sepolture collettive). Volendo fare una deviazione, sulla strada statale 126 Sud Occidentale Sarda, si può visitare la fortezza di Saurecci, che si erge sull'omonima collina, con le sue quattro torri nuragiche angolari e il poderoso muro di cinta. A pochi chilometri sorgono anche le miniere di Montevecchio. Negli anni Settanta venivano sfruttate per l'estrazione di piombo, zinco e argento, ed erano le più importanti della zona. Oggi invece sono del tutto abbandonate. Il centro era composto da diversi cantieri di estrazione e lavorazione dei minerali, un centro sede dei principali servizi e della dirigenza, e di alcuni villaggi operai. Si prosegue verso la costa Verde, passando Marina di Arbus – il cui entroterra è il regno del cervo sardo, salvato dall'estinzione e ora ben presente in questa foresta mediterranea – e procedendo sulla costiera si raggiunge Piscinas. Ciò che la rende famosa sono le caratteristiche dune di sabbia scolpite dal maestrale, che qui soffia con particolare intensità. Colpisce osservare la vegetazione, che per sabbia e il vento, ci si aspetterebbe scarsa e desertica: in realtà qui crescono ginepri, lentischi e cespugli di sparto, e in primavera fioriscono la violacciocca, il giglio marittimo e il papavero della sabbia.
Intorno all'anno Mille, i monaci benedettini costruirono a Piscinas un convento che è il nucleo attorno al quale si è poi sviluppato l'attuale centro urbano.
Il centro minerario di Ingurtosu si compone di blocchi di case sparsi nella pineta, mentre l'edificio della direzione, in stile neogotico, somiglia a un piccolo castello. Le miniere abbandonate di Naracauli e Bau Gennamari si presentano invece come grandi complessi addossati al fianco della montagna: si vedono ancora le gallerie con i carrelli per il trasporto dei minerali, corrosi dalla salsedine. Poco dopo Gennamari, una deviazione verso sud porta a Fluminimaggiore (altro centro minerario con insediamenti abbandonati) e alla valle del Rio Antas, dove si possono visitare i resti dell'omonimo tempio, santuario prima cartaginese e poi romano. Arbus, probabilmente, deriva il proprio nome dal colore bianco (albus) dei monti che circondano l'abitato: le case hanno muri di granito a vista e le strade sono delimitate da muretti a secco. Oggi qui si lavorano i metalli e si fabbricano soprattutto coltelli a lama curva, i celebri arrasoias.

Olive pestate
Un prodotto tipico dell'arburese è l'olio extravergine di oliva, dal sapore intenso e insieme delicato, con sentori di carciofo. Le ricette per impiegarlo sono numerosissime, a cominciare dalle bruschette. Con le olive bianche si fa la fresara o pistada: si schiacciano le olive e si aggiunge un etto di sale per ogni chilo; dopo qualche giorno si sciacquano e si ripete l'operazione; dopo una settimana le olive sono pronte per il consumo, condite con olio, prezzemolo, aglio, finocchietto selvatico, origano e peperoncino. L'ubia cunfettara, invece, è l'oliva bianca messa in salamoia, che si conserva qualche mese e si mangia al naturale. Con le bianche e le nere molto mature si fanno, infine, le tradizionali olive "passate" al forno da servire fredde con olio, prezzemolo, aglio e peperoncino.