Pozze d'acqua smeraldina, pareti dalle forme sinuose, cascate fragorose e massi giganteschi sono il fantastico scenario che la Val Bodengo dispensa ai torrentisti. Questa valle a ovest della Valchiavenna, semisconosciuta fino a una decina di anni fa, oggi è un paradiso del canyoning che attira appassionati da tutta Europa. Solo percorrendo a piedi il letto del fiume Boggia è possibile infatti scoprire le meraviglie naturali della forra, altrimenti nascoste da alte pareti di gneiss. Con muta, imbragatura e corde ci si muove nel fragore continuo delle acque, fra tuffi in pozze cristalline, scivolate velocissime e spettacolari calate in corda doppia. I percorsi attrezzati sono tre, con difficoltà crescenti mano a mano che si perde quota.

Il primo itinerario presenta dislivello minimo e poche difficoltà ed è spesso usato dalle guide alpine come palestra per i principianti. La seconda sezione è indubbiamente la più bella e frequentata: è caratterizzata da un susseguirsi di toboga e tuffi in laghi profondi, al cospetto di impressionanti pareti di gneiss. La terza parte, riservata agli esperti, è una spettacolare forra molto incassata, dove tuffi di decine di metri e toboga velocissimi si alternano a calate e nuotate in acqua limpida.

Un'avvertenza: verificare attentamente la profondità di ogni pozza prima di tuffarsi, dal momento che gli incidenti più frequenti sono causati proprio da salti mal calcolati. Come spiega la guida alpina Pascal Van Duin, fra i primi ad esplorare il canyon nel 1996: "Occorre tenere presente che il torrente non è una vasca da bagno e che la morfologia del greto cambia costantemente. Bisogna quindi assolutamente verificare ogni volta la profondità prima di saltare, senza mai dare nulla per scontato".