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Mercato europeo
A maggio prosegue il rimbalzo della domanda, ma i numeri pre-Covid restano lontani

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A maggio prosegue il rimbalzo della domanda, ma i numeri pre-Covid restano lontani
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In Europa, la domanda di auto nuove cresce anche a maggio. Lo scorso mese, secondo i dati dell'Acea, nell'area composta dai Paesi Ue-Efta e dal Regno Unito sono state registrate 1.083.795 immatricolazioni, il 73,7% in più rispetto a un anno fa: si tratta, però, di un effetto statistico dovuto al confronto con lo stesso mese dell’anno scorso, pesantemente influenzato dalle conseguenze della prima ondata della pandemia di coronavirus. Detto questo, maggio risulta in leggero miglioramento anche rispetto ad aprile, quando le immatricolazioni si sono attestate su 1.039.819 unità, ma è decisamente lontano dal periodo pre-Covid: nel maggio del 2019, infatti, le registrazioni erano state 1.443.708. Di fatto, la domanda automobilistica europea continua a non ricevere alcuna spinta dalla ripresa in atto nel Vecchio Continente e dalla generalizzata riapertura delle attività economiche.  

I mercati principali. Tra i principali mercati del Vecchio continente è il Regno Unito a conseguire la miglior performance, per quanto il confronto sia sempre falsato dall’impatto delle misure di lockdown, che l’anno scorso avevano azzerato il settore. Dunque, il mercato britannico ha chiuso il mese di maggio in crescita del 674,1%. Seguono, nell’ordine, la Spagna (+177,8%), la Francia (+46,4%), l’Italia (+43%) e la Germania (+37,2%). Anche dai dati di primi cinque mesi emerge una generalizzata crescita a doppia cifra, con gennaio e febbraio 2021 fortemente controbilanciati dal rimbalzo tra marzo e maggio: le immatricolazioni risultano in crescita del 31,1%, a 5.204.398 unità. Nei primi quattro mesi dell’anno è l’Italia far registrare il miglior risultato (+62,8%), seguita da Francia (+50,1%), Regno Unito (+42,5%) Spagna (+40%) e Germania (+12,8%).

I dati di Stellantis. A maggio, il gruppo Stellantis mette a segno una delle migliori performance: le immatricolazioni, pari a 224.354, salgono del 60,9%. Positivo l’andamento di tutti i marchi: +60,3% per la Peugeot  (65.183 registrazioni), +57,4% per la Fiat (50.323), +75,3% per la Opel (43.748), +57% per la Citroën (42.932), +53,2% per la Jeep (11.217), +89% per la Lancia (4.614), +41,5% per la DS (3.486), +22% per l’Alfa Romeo (2.521) e +122,1% per la Maserati (331).

Le tedesche. Il gruppo Volkswagen si conferma il leader del mercato europeo con 303.938 immatricolazioni (il 93,7% in più rispetto a un anno fa). Il brand omonimo sale dell’82,4% (126.956 unità), la Skoda del 92,2% (62.613), l'Audi dell’88% (62.229), la Seat del 163,5% (44.908), la Porsche del 54,1% (5.886) e i marchi superpremium Bentley, Lamborghini e Bugatti del 95,7% (495). Andamento non dissimile per il gruppo BMW: le 77.968 registrazioni implicano una crescita del 95,9%. Il marchio dell'Elica risulta in crescita del 95,2% e la Mini del 98,8%. Per la Daimler le immatricolazioni sono pari a 58.216, per un incremento del 49,3%: la Mercedes-Benz guadagna il 44,2% e la Smart il 261,1%.

Renault, Hyundai e Toyota. Una crescita inferiore a quella del mercato viene registrata anche dal gruppo Renault: le immatricolazioni del costruttore di Boulogne-Billancourt sono 90.010, il 25,9% in più rispetto a maggio 2020, con il marchio della Losanga in ascesa del 31% (60.158), la Dacia del 16,9% (29.561), l’Alpine del 23,9% (145) e la Lada dell’11,5% (146). Il sodalizio formato dalla Hyundai e dalla Kia guadagna, invece, il 107,5%, grazie a 88.171  immatricolazioni, con il primo marchio che sale del 104,9% e il secondo del 110,2%. Per il gruppo Toyota le registrazioni ammontano a 67.122, per un miglioramento del 98% dovuto al +97,7% del marchio delle tre ellissi e al +102,7% della Lexus. Tra gli altri costruttori giapponesi, la Nissan guadagna il 62,7%, la Mazda il 96% e la Honda il 139,1%, mentre la Mitsubishi perde il 5,4%.

Ford, Volvo e le inglesi. Quanto alle altre principali Case, la Ford, con 49.211 immatricolazioni, sale del 54,9%. Il gruppo Jaguar Land Rover piazza 15.272 veicoli (+180%), con il marchio del Giaguaro in salita del 184,3% e quello delle fuoristrada del 178,2%. Infine, la Volvo registra un +67,2%, con 24.915 immatricolazioni.

Il commento dell’Unrae. L'associazione dei costruttori esteri in Italia sottolinea come il nostro Paese, con le 142.730 immatricolazioni di maggio, sia sceso al terzo posto nella classifica dei maggiori mercati europei, piazzandosi alle spalle di Germania (230.635) e Regno Unito (156.737): tutto ciò, soprattutto, a causa del graduale esaurimento degli incentivi della fascia 61/135 g/km, la più pesante in termini statistici. Il nostro mercato è, infatti, ancora indietro nella diffusione di auto elettriche “alla spina”: la categoria di vetture elettriche e ibride plug-in, anche se in salita al 9% a maggio rispetto al 7,9% del mese precedente, è molto indietro rispetto alla media del 17,3% degli altri quattro maggiori mercati europei. Nel comparto delle ibride, invece, l’Italia mantiene ancora il primo posto, ma la quota percentuale è in discesa al 28% rispetto al 28,7% del mese precedente, mentre gli altri paesi accorciano la distanza salendo dal 19,4% al 20,1%. "Il rallentamento dell’Italia rispetto ai principali mercati europei, sia nel numero complessivo delle immatricolazioni sia nella quota delle auto ibride, è indice dell’esaurirsi degli incentivi della fascia 61-135 g/Km, il cui ruolo è stato determinante per il rinnovo del parco circolante, fra i più vecchi d’Europa”, afferma il direttore generale dell’Unrae, Andrea Cardinali. "Grazie anche agli incentivi a questa fascia di vetture, nel primo trimestre dell’anno il nostro Paese ha ridotto di 11,3 g/Km le emissioni di CO2 sulle nuove immatricolazioni, un successo che per il 70% è da attribuire proprio alle auto della fascia 61-135 g/Km, che oltretutto hanno sostituito altrettante vetture obsolete”.  

COMMENTI

  • Sono perplesso dall'enfasi con cui viene sbandierato il successo delle ibride in Italia: si tratta prevalentemente di "mild" incapaci di muoversi con la sola trazione elettrica e per le quali l'utilizzo del termine ibrido mi sembra solo una presa in giro, valida tutt'al più per approfittare dell'ingenuità, o peggio, di qualche amministratore locale onde usufruire di immotivate agevolazioni
  • Il gruppo Volkswagen si conferma il leader del mercato europeo, però perde le quote di mercato,scende da 26.3% al 26.0%). Mentre Stellantis guadagna le quote da 20.5% sale a 21.5%.. :)
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  • Non capisco... Il mercato europeo cresce del 73%, mentre Stellantis del 60, eppure c'è scritto che mette a segno una delle migliori performance... Comunque sarebbe stato utile il confronto anche con le vendite del 2019.
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