Servizi
How to
Fleet&Business
FORUM
seguici con
NEWS
seguici con
LISTINO
seguici con
USATO
seguici con
How to
seguici con
Fleet&Business
seguici con
Mercato

Mercato italiano
Cardinali (Unrae): "Ora la riforma fiscale"

SFOGLIA LA GALLERY

Dopo il tavolo automotive del 30 gennaio scorso, in cui il ministero delle Imprese ha annunciato un pacchetto di 1,6 miliardi in cinque anni di aiuti all’industria dell’auto e alla domanda, il direttore generale dell’Unrae, Andrea Cardinali, chiede al governo una sede operativa di confronto con le associazioni di settore per arrivare entro l’estate a una riforma della fiscalità dell’auto aziendale.

Partiamo dal mercato. Una crescita tendenziale del 6% non si vedeva da marzo 2025…
E per vedere un volume, nel primo mese dell’anno, superiore alle 143 mila unità di gennaio 2026 bisogna tornare a gennaio 2020. È un dato molto positivo, ma la crescita sull’anno scorso è dovuta quasi interamente al noleggio a breve termine.

Che ha quasi triplicato le immatricolazioni rispetto a gennaio 2025. Una quota superiore all’8% nel primo mese dell’anno non si vedeva dal 2020. Come si spiega?
Il dato in sé è indubbiamente sorprendente, e andrebbe analizzato in profondità, ma non abbiamo ancora dettagli. So che è previsto un aumento della domanda, e penso che le olimpiadi invernali abbiano inciso. Può esserci anche un’anticipazione per la Pasqua relativamente “bassa”, ma al 5 aprile mancano ancora due mesi. Peraltro, il rent-a-car aveva registrato crescite significative già a novembre e dicembre, in bassa stagione.

Dietro a questo boom potrebbero nascondersi forzature di qualche operatore?
Impossibile dirlo, senza nemmeno un’analisi degli intestatari.

Sulle alimentazioni spiccano due dati: il boom delle mild hybrid e l’ennesimo crollo delle diesel.
Le ibride, mild e full, hanno superato per la prima volta il 50%. Insieme al crollo delle diesel, è un’indicazione precisa di come si sta orientando il mercato. È possibile che sulla domanda di auto a gasolio abbia impattato l’aumento delle accise, nonostante il prezzo alla pompa sia lontano dai recenti massimi, ma credo che nell’immaginario collettivo il gasolio sia ormai spacciato.

Le elettriche, invece, pur crescendo rispetto a gennaio 2025, rallentano nel confronto con i due mesi precedenti, in cui la quota di mercato delle Ev era stata a doppia cifra. L’onda lunga degli incentivi sta già finendo?
L’onda è senz’altro in fase calante, però l’effetto incentivi non è finito considerando che i voucher erogati dal ministero dell’Ambiente sono stati quasi 56 mila. A novembre e a dicembre c’è stato il boom perché si è targato tutto l’arretrato disponibile in pronta consegna. Ora siamo entrati in una fase più normale, in cui man mano si immatricola quello che è stato ordinato nei mesi scorsi.

A proposito di incentivi, venerdì scorso al tavolo automotive è stata annunciata la ripartizione di un fondo da 1,6 miliardi di euro in cinque anni, di cui 1,2 miliardi all’industria e 400 milioni alla domanda, da ripartire, quest’ultima somma, in cinque iniziative: veicoli commerciali, moto e ciclomotori, colonnine, retrofit a gas e noleggio sociale. Facendo la media, a ogni iniziativa andranno 16 milioni all’anno. Un po’ poco per incidere, no?
Sì. Oltretutto non sono una novità: si tratta dei residui del fondo automotive stanziato nel 2022 dal governo Draghi e destinato in parte alle stesse iniziative, mai decollate o neanche partite. Il noleggio sociale (50 milioni una tantum) e gli incentivi VCL (40 milioni l’anno) li attendiamo dal 7 agosto 2024. Vedremo se e quando saranno veramente disponibili queste risorse. Per ora si tratta dell’ennesimo annuncio. 

Peraltro il governo continua a convocare un tavolo che non è un tavolo, in cui non ci si confronta e non si decide…
A me il tavolo automotive sembra un rituale un po’ stanco. Nell’ultima edizione, dopo una lunga parte monopolizzata dal Mimit e da Stellantis, a chi si era iscritto a parlare sono rimasti 60 secondi. Noi, come Unrae, nei nostri 60 secondi abbiamo chiesto al governo di far partire un tavolo per la riforma della fiscalità delle auto aziendali. Ma un tavolo che sia veramente operativo, ossia finalizzato a prendere decisioni, non a rilasciare dichiarazioni. Nella filiera c’è un consenso unanime sull’uso della leva fiscale, sia pur con diverse sfumature. Che non possono essere un alibi per non fare niente. I tavoli servono appunto a trovare un punto di sintesi. Ovviamente, dovrà essere un tavolo interministeriale con almeno Mef e Mimit, per assicurare il coordinamento delle politiche fiscali e industriali. E altri tavoli simili potrebbero nascere per affrontare altre questioni. Tutti tavoli da affiancare al tavolo automotive, senza la pretesa di sostituirlo.

Anche perché siamo al terzo anno della delega fiscale, che scadrà ad agosto. Basteranno questi pochi mesi, ammesso che lo si voglia, per mettere a punto uno schema di riforma?
Per un’iniziativa del genere sei mesi ci vogliono tutti. Quindi il tavolo dovrebbe partire entro marzo per non fallire.

È possibile che al governo, in realtà, non interessi affatto utilizzare la leva fiscale? Se in due anni e mezzo non è successo niente…
Non credo che non gli interessi. Il contesto non è semplice: da un lato c’è un problema cronico di risorse. E il 2026 non farà eccezione. Dall’altro c’è un problema di priorità, tra le quali la difesa. Diciamo che finora non c'è stata la volontà politica di affrontare questo tema e che i vincoli di bilancio non hanno dato al governo margini di manovra rispetto a temi ritenuti prioritari.

Il fatto che ci si avvicini all’ultimo anno di legislatura potrebbe aiutare?
Dubito che una riforma della fiscalità delle company car possa avere appeal in chiave elettorale. Ma il punto fondamentale è che un intervento del genere non sarebbe un provvedimento per gli operatori dell’auto, ma per la clientela: per le aziende che utilizzano vetture nuove e per i consumatori meno abbienti che le comprano usate. A beneficiarne, oltre all’ambiente, sarebbero innanzitutto le imprese, di qualunque settore. Che però su questo fronte non hanno mai fatto sentire la propria voce, lasciando la battaglia fiscale al mondo dell’auto.

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Mercato italiano - Cardinali (Unrae): "Ora la riforma fiscale"

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it