La burocrazia potrebbe giocare un brutto scherzo alle concessionarie e, di riflesso, a chi ha comprato un’auto elettrica con gli incentivi 2025: nella malaugurata ipotesi in cui lo Stato tardasse con gli indennizzi, il consumatore rischierebbe di rimanere in attesa della propria vettura, almeno fino a "liquidazione" degli importi da parte ministeriale.
Qual è il meccanismo dei rimborsi
La più recente tornata di agevolazioni prevedeva che i venditori anticipassero di tasca propria l’importo dell'ecobonus di 9.000 o 11.000 euro, per poi essere rimborsati dallo Stato. Ora, l’Unrae sollecita la pubblica amministrazione a rispettare i tempi previsti per le procedure di ristoro, in quanto il settore è esposto finanziariamente per 300 milioni di euro.
In caso di ritardo nella restituzione del dovuto, le immatricolazioni delle vetture potrebbero slittare: non tutti i venditori dispongono della liquidità necessaria per la registrazione immediata dei veicoli. Con beffa finale per i consumatori, che si vedrebbero consegnare la macchina solo a distanza di tempo.
In attesa degli indennizzi
A fine 2025, è stata avviata la piattaforma informatica per consentire alle concessionarie di chiedere il rimborso dei bonus, con una procedura da terminare entro fine gennaio 2026: i primi indennizzi dovrebbero scattare in questi giorni.
Non resta che attendere per capire se il flusso dei pagamenti sarà regolare o se si verificheranno blocchi nelle consegne auto.
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