Da qualche giorno circola in rete una curiosa notizia: “Via libera della Cassazione ai tutor invisibili”, ha titolato il 22 luglio il sito del quotidiano “Il Giornale”; “Il tutor c’è ma non si vede: la Cassazione approva i misuratori invisibili”, gli ha fatto eco ieri Automoto. In particolare, secondo il quotidiano che fu di Indro Montanelli, la suprema corte avrebbe stabilito che “non vi è più alcun obbligo di indicare agli automobilisti la tipologia dello strumento di rilevazione”. Concetto ripreso dal sito specializzato, secondo cui “la Cassazione ha ora eliminato l'obbligo per le autorità di specificare il tipo di dispositivo in uso”.
Nessun obbligo di indicare la velocità media. Nulla di tutto ciò. La notizia è una non notizia. Semplicemente perché in Italia non è mai esistito alcun obbligo di segnalare il controllo della velocità media (anche se a volte, va detto, si fa). Dunque, la Cassazione non può avere eliminato qualcosa che non c’era. Né, tantomeno, i giudici con l’ermellino possono avere “approvato” i famigerati “tutor invisibili”, visto che l’approvazione è di competenza del ministero delle Infrastrutture. E che l’impiego è disciplinato da norme specifiche. Che, a questo punto, è opportuno ricapitolare.
Cosa dice la legge. Nell’agosto del 2007 il governo Prodi – ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è Alessandro Bianchi – vara per decreto (dl 117/2007) alcune modifiche al Codice della strada. Tra queste ce n’è una particolarmente innovativa: “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili”. Come sempre succede, la legge rinvia a norme attuative l’applicazione del principio. E infatti dopo pochi giorni Bianchi emana il decreto che disciplina le modalità di segnalazione: “Sul pannello deve essere riportata l'iscrizione «controllo elettronico della velocità» ovvero «rilevamento elettronico della velocità»”. Dunque, niente specificazione del tipo di controllo. E non è frutto di una distrazione, visto che il Tutor, approvato dal ministero dei Trasporti il 24 dicembre 2004, era già ampiamente utilizzato lungo le autostrade italiane.
Ma è giusto o no? Ciò detto, però, è lecito domandarsi se sia giusto oppure no che non si debba specificare quale tipo di controllo, medio o puntuale, si stia facendo. Certamente in nome della trasparenza a cui si ispira la legge del 2007 sarebbe opportuno prevedere ogni volta un segnale ad hoc. D’altra parte, però, molti apparecchi fissi, a partire dallo stesso Tutor, possono essere utilizzati in entrambe le modalità e, dunque, prevedere uno specifico segnale fisso ne limiterebbe l’impiego. Certo, in teoria si potrebbe ricorrere al segnale generico solo per gli apparecchi “dual mode”, diciamo così. Ma in questo caso non cambierebbe nulla con i Tutor. Che, appunto, possono essere utilizzati anche per rilevare la velocità istantanea. Anche se la Polizia stradale, per scelta – e l’ha sempre dichiarato – non l’ha mai fatto.
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