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Sixt si espande negli Usa

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Malgrado la non facile situazione del comparto dell’autonoleggio, Sixt accelera nel mercato statunitense rilevando dieci concessioni aeroportuali da Advantage Rent a car, entrata nel Chapter 11 e alla ricerca di capitali freschi. Tra cui, per l'appunto i 16,1 milioni di dollari sborsati dalla società di noleggio a breve termine tedesca che, in questo modo, si è assicurata una presenza negli scali di Boston, New York (JFK, La Guardia e Newark), Houston, Orlando, Denver, Maui, Honolulu e Las Vegas. Sixt, prima di questa operazione, era presente in 75 location americane, con una quota di mercato del 2%, e con questa aggiunta stima di raggiungere nel suo business a stelle e strisce ben 3,4 miliardi di dollari all'anno di nuove entrate: "Con questa operazione facciamo un notevole passo avanti strategico nel primo mercato mondiale del noleggio auto (ed è anche il più profittevole, con un fatturato di circa 36 miliardi di dollari, ndr)", commenta Alexander Sixt. "Una volta che la crisi si sarà lasciata alle spalle ritorneremo a crescere. E gli Stati Uniti diventeranno importanti quando il nostro mercato nazionale".

Le altre mosse. Naturalmente, anche il colosso tedesco dell’autonoleggio ha dovuto varare un piano di riduzione di costi, cercando nel contempo di vendere attività non core per concentrarsi sui business principali. Da un lato, Sixt si è assicurata un flusso di cassa importante cedendo le partecipazioni della filiale Sixt Leasing a Hyundai Capital Bank Europe per 163 milioni di euro; dall’altro, ha incrementato la presenza nel mondo del car sharing portandone la flotta a quota mille veicoli, espandendosi per la prima volta anche all’estero, sbarcando nei Paesi Bassi in giugno (ad Amsterdam, Rotterdam e l’Aia), permettendo l’utilizzo dei suoi mezzi indistintamente tra le tre città.

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