Cambiano i numeri del mercato italiano delle auto "a tempo", grazie a una maggiore profondità di analisi del noleggio a lungo e a breve termine voluta da tutte le associazioni automotive e dalle società di ricerca specializzate sui dati resi disponibili dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Secondo quanto spiega Dataforce, il Noleggio a lungo termine perde le immatricolazioni di rent-to-rent, che andranno ad aggiungersi a quelle del noleggio a breve termine, così come i noleggi plurimensili del breve termine verranno riclassificati sul lungo termine. Perciò si modificano anche i dati per il 2021: lo scorso anno le auto noleggiate a lungo termine sono state 250.473, con un +18,1%, su 2020, ma ancora distante dal risultato del 2019, in cui il Nlt immatricolò oltre 282.000 vetture. Il 2021 per il noleggio dei veicoli commerciali leggeri ha visto 45.704 immatricolazioni, con +20,3% sul 2020, superando anche il dato del 2019, quando si registrarono 42.000 nuove targhe. Nel primo trimestre di quest’anno sono state invece immatricolate 61.791 vetture per il lungo termine, a -9% sullo stesso periodo del 2021, ma con una quota di mercato cresciuta al 18,2% rispetto al 17,1% del 2021, vista la mala parata degli altri canali. Tra i Vcl, invece, le nuove targhe sono state 13.708, con una crescita del 41,2% sullo stesso periodo del 2021, e una quota che è arrivata al 33,6%, ben 7,1 punti in più rispetto all’anno scorso. Potendo finalmente riclassificare i dati del rent-to-rent, il forecast di Dataforce per il 2022 è stata aggiornato: si stimano 270.000 immatricolazioni per il lungo termine, con -1,2% sul 2021, tra cui 220.000 vetture, con una perdita del 3,4%, e 50.00 Vcl, con un +10,2%.
Il breve termine continua a soffrire. Se nel 2021 il comparto del rent-a-car non era nemmeno riuscito a raggiungere i volumi del 2020, nel primo trimestre di quest’anno registriamo una ulteriore flessione, molto più pesante, pari a -55,3%, a quota 11.804 immatricolazioni. Male anche i veicoli commerciali: nel 2021 il comparto era riuscito a stento a bissare il risultato del pessimo 2020 (+3,7% con un volume di immatricolazioni pari a 10.110 unità), ma nel primo trimestre del 2022 si sono registrate solamente 1.439 nuove targhe, con la quota del noleggio a breve rispetto al mercato totale pari a solo il 3,5%, rispetto al 5,9% del 2021. Le registrazioni r2r (rent-to-remt) sono però in ritardo, e quindi la società di intelligence tedesca si attende che tale flessione verrà parzialmente assorbita. Per il 2022 è prevista una discreta ripresa delle immatricolazioni, a +11,9%, per 130.000 unità, grazie soprattutto ai veicoli commerciali, stimati in crescita del 63,2% (per 17.000 immatricolazioni), mentre per le auto la crescita dovrebbe attestarsi a un +6,8%, a quota 113.000 unità. "Nonostante gli incentivi siano ormai ai blocchi di partenza, il Governo ha ritenuto che l'auto aziendale e soprattutto il noleggio non avessero bisogno di supporto. Se i privati e il leasing a privati potranno accedere a qualche gettone, tutto il comparto dell'auto aziendale continuerà a non poter detrarre l'Iva, come le regole europee imporrebbero, e rimarrà ad aspettare una revisione della fiscalità che ormai sembra solo un miraggio. Male, molto male…", commenta amaramente Salvatore Saladino, country manager Italia di Dataforce.
Gli operatori. Ai vertici della speciale classifica degli operatori torna Arval, che precede Leasys, più attivo in ambito rent-to-rent. Entrambe con un saldo negativo nel primo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo 2021, rispettivamente con 11.860 immatricolazioni auto (-28,13) e 9.129 (-34,55%). Da segnalare, invece, la ripresa di ALD Automotive con 8.189 nuove targhe (+33,98%), che torna sul terzo gradino del podio dopo tanto tempo, il risultato positivo di LeasePlan, con 7.985 unità (+10,95%), che si piazza quarta, e il calo di Volkswagen Leasing, con 6.454 immatricolazioni (-10,17%), che chiude la top cinque. A seguire una UnipolRental in grande spolvero (+77,78%), Alphabet (-12,08%), Sifà (+2,05%), la grande perfomance di Toyota Fleet Mobility (+108,13%), Mercedes-Benz Lease Italia (-28,93%), Free2Move Lease (-52,11%), Leasys Rent (l’anno scorso era conteggiata all’interno dei dati di Leasys), il grande rilancio di Rent2Go (+586,81%), ES Mobility (-53,51%), il ritorno di Athlon (+165,24%), Program Autonoleggio (-37,76%), GFC (+81,82%) e PAN (-3,33%). Tra le immatricolazioni a breve termine cresce il il dato cumulativo dei piccoli operatori (3.945 nuove targhe, in crescita del 149,68%), che precedono Sicily by Car (che per la prima volta conquista la posizione di vertice tra i singoli, con 1.923 immatricolazioni, a +54,83% rispetto allo stesso periodo del 2021). Seguono l’insieme delle immatricolazioni a noleggio dei Concessionari e delle Case Auto (1.566 immatricolazioni unità, a -65,62%), Hertz (-54,36%), Avis Budget Italia (-71,68%), Locauto (-74,66%), Europcar (-92,02%), Sixt (-92,39%), Noleggiare (-84,09%) e Autovia (-87,53%).
Per i Vcl il primo trimestre 2021 si è chiuso con una flessione del 38,87%, con in attivo solamente l’insieme dei piccoli operatori (+26,9%), che mantengono il vertice della classifica, ed Europcar (+294,12%), che si posiziona al quinto posto. In seconda posizione i noleggi dei Concessionari e delle Case (-7,55%), seguiti da Locauto (-77,76%), Avis Budget Italia (-52,91%), Europcar, Hertz (90,67%), Demontis (in pareggio), Sixt, Autovia e Noleggiare (ancora a zero).
Chi (veramente) noleggia. Grazie alla nuova riclassificazione è ora possibile sapere quali operatori noleggiano più ai privati o alle società a breve termine. Il 58% va alle flotte, la quota dei noleggi ai privati è stata pari al 14%, mentre il rent-to-rent ha raggiunto una market share di quasi l’8%. Il 20% restante risulta non presente nell’archivio locatari: questo dato dovrebbe essere più attentamente monitorato dai vari player in quanto l’obbligo di legge impone l’iscrizione entro 30 giorni dall’assegnazione all’utente finale. In caso di mancata iscrizione o mancato rispetto dei termini, la sanzione ammonta a una somma che varia da euro 711 a euro 3.554 e il ritiro della carta di circolazione, il che vorrebbe dire 41 milioni di euro. Tra gli operatori generalisti Top, i noleggiatori più fortemente orientati al mercato dei privati nel 2021 sono stati Arval, con una quota del 17,19%, ALD Automotive (16,63%) e Alphabet (14,2%). La bassissima percentuale di Athlon (1,32%) indica che questa società praticamente non opera sul mercato dei privati. In ambito captive, Free2Move Lease (40,82% di immatricolazioni con locatario privato) e Mercedes-Benz Lease Italia (32,86%), sono sicuramente le società più orientate alla clientela privata. Importante la quota di mercato verso i privati anche di Toyota Fleet Mobility (23,18%) e di Volkswagen Leasing (19,3%). Più specializzata nelle flotte aziendali appare Leasys, che nel 2021 ha riservato ai privati soltanto il 7,26% delle sue immatricolazioni.
I modelli e le alimentazioni. Nel primo trimestre 2022, i privati hanno noleggiato principalmente BMW X1, Ford Puma, Fiat Panda, Smart ForTwo e Ford Kuga. Le flotte invece hanno preferito Fiat Panda, Ford Kuga, Peugeot 3008, BMW X1 e Volkswagen Golf, e il breve termine Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Citroen C3 Aircross, Fiat 500 e Opel Mokka. Tra i veicoli commerciali ecco la top 5 per i privati: Fiat Doblò, Fiat Fiorino, Peugeot 3008 (immatricolazione N1), Renault Kangoo e Ford Transit. E quella per le flotte: Fiat Panda, Doblò e Fiorino, Ford Transit Custom e Peugeot Boxer. Tra le alimentazioni si nota un rallentamento dell’immatricolazione delle elettriche, con una quota di mercato appena superiore al 5%, con una flessione del 25,65% sullo stesso periodo del 2021. Le ibride plug-in hanno invece fatto segnare un incremento del 5,2% (meno di 400 unità in più), raggiungendo una market share del 6,43%, mezzo punto in più dell’anno scorso. In crescita le auto a benzina, con il supporto delle ibride mild: +12,03%, per una quota appena superiore al 30%. Il diesel (sempre comprensivo dell’ibrido mild), fa registrare la flessione peggiore dopo quella delle auto elettriche: -20,92%, con una quota che scende al 43,93, mai così bassa nel mercato del noleggio a lungo termine. Nei Vcl il diesel precipita al 65,36% di quota (con una contrazione di quasi 22 punti percentuali), i benzina guadagnano 20 punti di quota, raggiungendo il 27%, e si inizia a vedere qualche mezzo da lavoro ibrido, full o plug-in, con gli elettrici puri che superano il 2% di quota di mercato. Nel breve termine benzina e diesel sono in fase calante (nel Q1 2022 rispettivamente -49,48% e -69,72%), ma anche le full hybrid sono in flessione (-76,98%). L’elettrico puro è in crescita (+50,22%), con una quota di mercato che nel primo trimestre sfiora il 3%, ma sono le plug-in hybrid a salire in maniera sempre più vigorosa: nel trimestre hanno superato un incremento del 200%. Per i veicoli commerciali, infine, il mercato è ancora saldamente in mano al gasolio, che conquistano tuttora il 94,3% delle immatricolazioni, pur a fronte di un arretramento del 40,97% (in media il mercato è sceso del 38,87%). Elettrici e ibridi sono vicini allo zero.
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