Avete presente il salto di qualità fatto dal marchio Alfa Romeo nel passaggio dalla "145" alla "147"? Bene: quello compiuto da Fiat con la sostituzione della "Bravo" per mezzo della "Stilo" è ancora più sostanziale. Segno evidente della volontà del marchio torinese di conquistare un posto di primo piano nell'importante segmento delle vetture "medie". Intenzione che si intuisce non appena si sale a bordo, si passa una mano sulla plancia e ci si accorge della bontà dei materiali utilizzati per i rivestimenti. Un livello qualitativo in linea con la filosofia di quest'auto, per la quale l'abitabilità rappresenta un vero punto di forza. Come dimostrato, per esempio, dalla configurazione del divano posteriore, composto da due poltrone singole regolabili separatamente (in senso longitudinale e in inclinazione), dalla possibilità di abbattere lo schienale del sedile del passeggero anteriore, che diventa un pratico tavolino, e dai tanti portaoggetti (sino a 11) e portabicchieri (sino a cinque) sparsi un po' dappertutto. Ricchissima la dotazione di accessori: di serie, fra gli altri, il climatizzatore manuale o automatico, il servosterzo elettrico, Abs e l'antipattinamento Asr. Optional, il controllo della stabilità Esp, sino a otto airbag (due anteriori, quattro laterali e due "window bag"), i fari allo xeno e vari tipi di sistemi di navigazione. Ovvio che tutta questa opulenza contribuisca a fare aumentare la massa della vettura, a discapito delle prestazioni. Difficile ottenere un comportamento vivace dai due motori più piccoli, i benzina a 16V di 1.2 e 1.6 litri (capaci, rispettivamente, di 59 kW-80 CV e 76 kW-103 CV); conviene rivolgersi verso i più dotati "1800 16V" o "2400 20V" da 68 kW-133 CV e 125 kW-170 CV. Ancora meglio le unità a gasolio, con due versioni del "1900 JTD" common rail (59 kW-80 CV o 85 kW-115 CV e 196 o 225 Nm di coppia massima).