Frontale modificato, motore V12 portato a 5.75 litri con potenza di 379 kW-515 CV e coppia di 588,6 Nm, sospensioni e freni rivisti sono le principali modifiche che distinguono l'ultima supersportiva Ferrari dalla precedente "550".
Aggiornamenti, come si vede, piuttosto circoscritti e che, a prima vista, potrebbero anche passare inosservati. Del resto, lo spirito con cui la Casa del Cavallino ha approntato il restyling è stato proprio quello di non stravolgere un modello che, dal 1996, è stato prodotto in 5700 esemplari. Anche se, a onor del vero, le novità sono piuttosto importanti.
Il design della parte anteriore, anzitutto, dove si notano la calandra più alta e stretta (come sulle Granturismo del passato), la diversa presa d'aria sul cofano e i tre piccoli fari con gli anabbaglianti allo xeno.
Per quanto riguarda la meccanica, a parte i già citati incrementi di cubatura, potenza e coppia, la "575 Maranello" mantiene lo schema transaxle. Il cliente, però, può scegliere tra il normale cambio manuale a sei rapporti o il sequenziale "Cambiocorsa" con leve al volante, come quello della "360", ma più veloce ed efficiente.
Miglioramenti anche nelle sospensioni a ruote indipendenti, rese più efficaci da un sistema adattivo Ferrari-Sachs in grado di definire lo smorzamento ideale in ogni condizione, sotto il controllo di due logiche diverse di comportamento: Sport o Confort. E ancora, aumento della ventilazione dei quattro dischi freno, diversi materiali d'attrito, evoluzione dei sistemi antibloccaggio e antipattinamento.
Completano il quadro, la plancia ridisegnata, i sedili regolabili elettronicamente su sei posizioni (con memoria per il pilota) e infine la possibilità, anche per chi acquista la "575", di richiedere allestimenti personalizzati: una lusinga alla quale chi spende 200 mila euro difficilmente resiste.
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