Dalle ceneri di un passato socialista risorge ancora una volta la Trabant, l'auto simbolo della ex-Ddr e dei regimi oltrecortina.
Al Salone di Francoforte, è stato svelato un remake che cancella completamente le austerità della vecchia Trabi, alimentata da un bicilindrico da 500 cm³ da 23 CV. La nuova ha i fari a led, interni comodi per quattro persone, strumenti e dotazioni che ricordano la Mini. E anche la linea ci sembra accattivante, se non altro perché reinterpreta in chiave moderna le forme basiche di mezzo secolo fa.
È lunga quasi quattro metri e larga 1,70 e offre un generoso passo da 2,4 metri; inoltre, è spinta da un motore elettrico da 47 kW che, secondo il costruttore, garantisce 160 km di autonomia. Le batterie sono al litio e impiegano otto ore per ricaricarsi del tutto, mentre la velocità è autolimitata a 130 km/h.
La piccola Trabi in versione aggiornata si era già vista a Francoforte due anni fa, ma sotto forma di un modellino in scala, firmato dalla Herpa, che aveva realizzato milioni di vetture in taglia 1/87. Dopo aver coinvolto diversi partner dell'industria automobilistica, per lo più fornitori e società specializzate nell'ingegnerizzazione, la Trabant è rinata davvero. Adesso, però, i tedeschi dovranno trovare qualcuno disposto a produrla in serie.
Daniele Sparisci
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