La McLaren ha finalmente ufficializzato tutti i dati relativi alle prestazioni della P1, ora che sono iniziate le consegne ai clienti della nuova supercar ibrida. Con una cerimonia nella sede di Woking, un cliente inglese ha ricevuto il suo esemplare, primo dei 375 previsti, verniciato nella speciale tinta Volcano Yellow con parti in fibra di carbonio a vista.
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Carta d'identità. La P1, forte di 916 CV erogati dal V8 di 3.8 litri biturbo e dal motore elettrico, dichiara ufficialmente un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi, ma soprattutto uno 0-200 km/h in 6,8 esecondi e uno 0-300 km/h da 16,5 secondi, ben 5,5 secondi in meno della F1 V12 aspirata. I 400 metri da fermo vengono percorsi in 9,8 secondi, con una velocità d'uscita di 245 km/h, mentre la punta massima è autolimitata a 350 km/h. Il sistema ibrido, capace di offrire una percorrenza di circa 11 km ad emissioni zero, consente anche di ottenere risultati notevoli sul fronte dei consumi, con una media omologata di 8,3 l/100 km e 194 g/km di CO2.
Frenata da riferimento. Sono altrettanto incredibili le prestazioni in frenata, grazie all'erodinamica evoluta, all'impianto carboceramico della Akebono ed ai pneumatici sviluppati da Pirelli: servono soltanto 30,2 metri e 2,9 secondi per fermare la vettura da 100 km/h, valori che salgono a 116 metri e 4,5 secondi a 200 km/h e 246 metri e 6,2 secondi a 300 km/h.
I segreti della produzione. La presentazione del primo esemplare di serie è anche l'occasione per svelare i segreti della produzione della P1. 82 tecnici specializzati impiegano 17 giorni per costruire un esemplare, lavorando in quattro diverse fasi. Per prima cosa viene costruita la scocca MonoCage in fibra di carbonio, dal peso di soli 90 kg e completa di tetto, condotti per l'aspirazione del propulsore e compartimento per le batterie. Nella seconda fase i sette pannelli in fibra di carbonio che compongono la carrozzeria vengono preparati e verniciati a mano in circa 72 ore, mentre viene assemblato lo chassis. Nella terza fase tutte le parti vengono installate, insieme ai sottotelai anteriori e posteriori, alle batterie e al propulsore V8. La quarta e ultima fase è quella dei test di controllo, che richiedono una settimana.
A prova... d'acqua. Le procedure sono le stesse già applicate alle 12C e 12C Spider, alle quali si aggiunge una giornata intera sul circuito di prova per verificare le prestazioni della vettura. La P1 viene sottoposta anche al Monsoon Test, dove 16.000 litri di acqua vengono spruzzati sulla vettura per controllare l'efficienza di tutte le guarnizioni e della componentistica elettrica. L.Cor.
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