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Renault
Clio e Captur portano al debutto l'ibrido E-Tech

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Dopo essere stata tra le prime Case a credere nell’elettrico, la Renault entra anche nel mercato delle ibride e lo fa con una soluzione del tutto originale, sviluppata interamente dai propri tecnici. La nuova Clio E-Tech, presentata al Salone di Bruxelles, adotta un sistema basato su due motori/generatori elettrici e su un cambio meccanico elettroattuato a quattro rapporti a innesti frontali privo di frizione e di sincronizzatori, abbinato a un quattro cilindri aspirato a benzina di 1.6 litri da 140 cavalli complessivi. A fianco della segmento B è stata presentata anche la versione ibrida plug-in della Suv Captur, che condivide lo stesso propulsore termico della sorella arrivando a proporre una potenza massima di sistema di 160 CV.

Ibrido in serie o in parallelo. Il peculiare schema tecnico consente il funzionamento come ibrido in serie o in parallelo e ha la caratteristica di prevedere lo spunto utilizzando sempre il motore elettrico principale. Il motivo è semplice: mancando la frizione, non è possibile innestare gradualmente il quattro cilindri a vettura ferma per consentire la partenza. Quest’ultima, invece, viene gestita a batteria e poi, in funzione della richiesta di potenza, il motore termico viene avviato dalla seconda macchina elettrica e portato all’esatto regime di rotazione necessario per collegarlo senza contraccolpi alla catena cinematica della trasmissione. I cambi di marcia avvengono secondo la medesima procedura, sincronizzando la velocità di rotazione grazie al motore elettrico secondario; in rilascio il propulsore viene scollegato mentre le due macchine elettriche vengono trascinate per generare energia, che viene immagazzinata in una batteria agli ioni di litio da 1,2 kWh a 230 volt posta dietro il retrotreno.

Renault Clio E-TECH hybrid: il funzionamento del Multimodal Intelligent Gearbox

Tutti i tre propulsori possono contribuire alla trazione. Se necessario, il termico aziona il motogeneratore secondario per caricare la batteria, che poi alimenta il motore elettrico principale: in tale modalità il sistema si comporta come un ibrido in serie. Quando si supera una soglia di velocità variabile in funzione della pressione sull’acceleratore e su altri parametri, il benzina viene inserito nella catena cinematica per collaborare con l’elettrico; se il carico di lavoro è basso, per migliorare l’efficienza gli si chiede anche di trascinare il motore elettrico secondario per generare energia. Esso entra in gioco anche quando viene richiesta la massima potenza e tutti e tre i propulsori contribuiscono alla trazione. Secondo la Renault, in città la vettura viaggia nell’80% dei casi in modalità elettrica.

Progettato per la massima efficienza. Questo originale ibrido con cambio meccanico è particolarmente compatto ed è stato progettato per la massima efficienza: la lubrificazione è forzata è il quantitativo di olio nel carter è ridotto allo stretto necessario per limitare le dissipazioni di potenza. Il propulsore, dal canto suo, ha una messa a punto volta a ottenere le condizioni di massimo rendimento al regime e al carico corrispondenti alla velocità autostradale di 130 km/h, situazione alla quale le ibride non danno il meglio.

2020 - Nouveau Renault CAPTUR E-TECH Plug-in et Nouvelle Renault

È la base per le Captur e Mégane plug-in. Lo sviluppo dell’ibrido E-Tech è stato deciso dopo che i tecnici del reparto trasmissioni avevano mostrato ai membri del consiglio di amministrazione della Renault un modello del sistema costruito con il Lego; la prima applicazione è stata quella sulla concept Eolab del 2014. La gran parte degli sforzi tecnici e finanziari si sono concentrati sullo sviluppo della trasmissione meccanica, sul software di gestione e sull’affidabilità del sistema ibrido; in questo è stata preziosa l’esperienza acquisita dalla Casa nella Formula 1. Per contenere i costi, sono stati utilizzati motori elettrici già disponibili e pure il benzina non è stato progettato ad hoc: si tratta di un’unità Nissan già impiegata su altri modelli Renault. Tra le sue caratteristiche, l’assenza di cinghie di trasmissione (la pompa acqua e il compressore del clima sono elettrici e la distribuzione è a catena) e l’alimentazione con due iniettori per cilindro. L’ibrido E-Tech è utilizzato anche in versione plug-in sulla Captur e presto arriverà anche sulla Mégane con una potenza massima di 160 CV e una batteria da 9.8 kWh capace di garantire un'autonomia a zero emissioni di 50 km nel ciclo Wltp, che salgono a 65 nella guida in città. In elettrico la piccola Suv può raggiungere una velocità massima di 135 km/h, mentre in modalità ibrida il consumo medio dichiarato è pari a 1,5 l/100 km con 32 g/km di emissioni di CO2. Il lancio commerciale delle ibride è previsto alla metà del 2020.

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