La Skoda Peaq è la nuova ammiraglia elettrica del marchio boemo, costruita sulla piattaforma Meb+ del Gruppo Volkswagen: il suo debutto è previsto per il prossimo 23 giugno, dopo una intensa campagna di test che ha visto i prototipi percorrere oltre 1,5 milioni di chilometri, su tracciati sparsi per tre continenti. Alle prove "al chiuso", in camere climatiche e gallerie del vento, si sono susseguite quelle su strada, dal deserto dell'Arizona alle zone artiche, 200 km a nord del Circolo Polare, con temperature fino a -40°C.
Tutto per l'affidabilità
I test negli ambienti più freddi hanno permesso di mettere a punto il comportamento su neve e ghiaccio in termini di trazione, stabilità e funzionamento dei sistemi di sicurezza, ma anche aspetti altrettanto rilevanti come l'efficienza del riscaldamento dell'abitacolo e i sistemi di sbrinamento rapido dei vetri. Nel deserto, i prototipi sono stati esposti per un anno intero a luce solare intensa, così da valutare la qualità della vernice e la resistenza dei componenti in plastica, ma anche la rapidità di intervento del climatizzatore in condizioni di calore estremo. Le prove su sterrato e ghiaia hanno consentito invece di verificare la tenuta degli interni e la resistenza della carrozzeria agli urti di pietrisco.
Fino a 600 km di autonomia
Le immagini dei muletti impegnati nei test mostrano la Skoda Peaq ancora coperta da pesanti camuffature, ma la Casa ceca ha già svelato le forme pressoché definitive della grande SUV elettrica a 7 posti: lunga 488 cm (12 in più della Kodiaq), ha un passo di 296 cm ed è disegnata secondo lo stile Modern Solid, con fiancate muscolose e i gruppi ottici a forma di T. Non ancora confermate le motorizzazioni, che dovrebbero prevedere powertrain con una o due unità elettriche, da 204 a 299 CV (anche con trazione integrale) e batterie da 63 e 91 kWh, per autonomie che arrivano a superare i 600 km.
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