Ci si cala nell'abitacolo dall'alto, come su un'auto da corsa. La posizione di guida è come quella di una monoposto: corpo sdraiato, braccia distese, pedaliera ravvicinata. Nessun movimento è possibile, stretti come si sta tra il tunnel della trasmissione e il fianchetto della carrozzeria. Nessun compromesso: siamo su una Caterham. Ovvero su una Lotus degli anni 60, così come l'aveva concepita il genio di Colin Chapman, costruita oggi su licenza da un'azienda della periferia meridionale di Londra.
La guida di questa "Super Seven" dell'era moderna è entusiasmante, anche se difficile. Nessun dispositivo elettronico: tutto è affidato alla sensibilità di chi sta al volante, al suo fondoschiena che viaggia a trenta centimetri da terra, alle sue braccia, che devono azionare rapidamente il piccolo volante. Lo sterzo è quanto mai diretto e preciso; il cambio va manovrato con decisione. L'esemplare guidato da "Quattroruote" monta un "1600" Rover con 84 kW che, abbinati a un peso a vuoto di soli 550 chilogrammi, permettono alla vettura di entusiasmare. Non tanto in termini di velocità massima, quanto in accelerazione (da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi) e ripresa. Schiacciando a fondo, la Caterham balza in avanti con un'aggressività sorprendente, in un frastuono dovuto allo scarico aperto, posto a fianco del passeggero, che rende impossibile qualsiasi conversazione. Scarsa la dotazione di bordo, con frecce e fari quasi primordiali e un patetico tergicristallo che tenta di mantenere pulito un minuscolo parabrezza. Ma queste vetture vanno accettate così come sono, con il loro pizzico di deliziosa follia motoristica.
Prezzi a partire da circa 35 milioni di lire in Gran Bretagna; il 60% della produzione viene venduto in kit di montaggio, da assemblare nel garage di casa.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it