Vissuta da sempre all'ombra della "Golf", la "Polo" arriva alla quarta generazione con un miglioramento estetico che la rende più simile alla "Lupo" e alla "Passat" attuali.

Il nuovo stile non stravolge le linee guida, anche se le dimensioni sono sensibilmente aumentate: con 3,9 metri, la vettura è più lunga di ben 15 centimetri, più larga di 1,8 cm e più alta di 4,7 cm del modello precedente. Misure che unite al passo maggiorato di 5,5 centimetri, aumentano l'abitabilità, portandola sui livelli della vecchia "Golf II".

La dotazione di accessori, i numerosi dispositivi di sicurezza, compresi gli airbag laterali, i numerosi piccoli vani portaoggetti all'interno, le finiture di buona classe e tutti i comandi disposti secondo il tradizionale schema Volkswagen confermano che l'acquirente di una nuova "Polo" non deve scendere a compromessi.

Rimangono i quattro allestimenti tipici della produzione della Casa tedesca: base (solo per la "1.9 SDI"), "Comfortline", "Trendline" e "Highline", per un totale di diciotto varianti solo per la berlina, con la cinque porte che si differenzia dalla tre per la vistosa terza luce laterale.

Dentro, alla comoda posizione di guida, con volante regolabile in altezza e profondità, si aggiungono le apprezzabili finiture e la scelta dei materiali morbidi nella zona superiore della plancia. Ottima la visibilità verso il davanti.

Il confort è una dote che accomuna tutte le versioni, perché l'assorbimento delle sospensioni e della scocca è molto ben curato. Sin troppo evidente, invece, la rumorosità del "1400" turbodiesel, dove le sonorità e le vibrazioni del tre cilindri si assommano con quelle dell'alimentazione diretta di gasolio.

Tenendo come riferimento il comportamento, sostanzialmente affidabile, delle "Polo 1.4" a benzina e turbodiesel, notiamo il carattere brillante del nuovo tre cilindri "1200" da 47 kW-64 CV, capace di riprese efficaci e abbastanza agile in tutte le circostanze.

Gli appoggi laterali sono sicuri, pur con un retrotreno poco "frenato" nelle reazioni: un comportamento avvertibile anche in rettilineo, sotto forma di oscillazioni verticali sugli avvallamenti. Solo sulla più potente e più pesante "1.9 turbodiesel" si possono verificare allargamenti notevoli del retrotreno (cioè sovrasterzi non trascurabili).

Per fortuna, il correttore automatico di stabilità Esp rimette tutto a posto, evitando le sbandate e ottimizzando le traiettorie, spesso senza che il pilota meno attento neppure se ne accorga. L'utile dispositivo, disinseribile manualmente, è disponibile a richiesta, ma ci sentiamo di raccomandarlo.