Le marce si susseguono rapidissime, sul percorso misto alla periferia di Monaco di Baviera dove abbiamo preso contatto con la versione più potente della berlina due volumi di Ingolstadt. Merito del selettore "Dsg" (Direkt schalt getriebe), che ha debuttato sulla "TT", ma che promette di contagiare molti altri modelli del gruppo Volkswagen.

La vettura, attesa in Italia per il 2004 (la versione col più convenzionale cambio meccanico a sei marce è già disponibile), è spinta da un V6 di 3.2 litri da 184 kW-250 CV, capace di prendere giri con vivacità già da quota 2000; da 4000 in su, poi, "canta" perfettamente accordato con lo scarico.

Torniamo al cambio: rispetto ai robotizzati tradizionali, il "Dsg" è molto più complesso, ma risolve uno dei difetti cronici di questa tipologia di trasmissione, ovvero la lentezza dei cinematismi, che devono, nello spazio di pochi istanti, aprire la frizione, disinnestare un ingranaggio, innestarne un altro e richiudere la frizione. La soluzione Audi prevede due frizioni coassiali e tre alberi del cambio al posto dei soliti due, per un ciclo di cambiata di appena due decimi di secondo e senza interruzione della coppia motrice verso le ruote.

Il segreto sta nel fatto che gli ingranaggi di I, III e V sono montati su un albero, mentre II, IV e VI sull'altro, ed è quindi possibile preselezionare il rapporto successivo mentre è ancora in uso quello inferiore (o superiore, in caso di scalata). Il tutto si manovra con le levette dietro il volante oppure con la cloche. Prevista anche una modalità automatica più incline al confort, ma che non mortifica affatto le prestazioni del motore.

Da sottolineare, infine, il felice matrimonio fra motore, cambio e trazione integrale, con un assetto assai rigido che esalta le reazioni sul misto.