Dai colori fa pensare a una vespa, veloce e sfuggente, pronta a pungere. Ma c'è anche con livree meno sgargianti, allestimenti più sobri, insomma, sa anche essere discreta. Ma passare inosservata questo no, mai, la DS3 non è quel genere di auto. Persino a Parigi, dove l'abbiamo guidata, e dove le Citroën non fanno certo notizia, la gente si volta, ammicca, si dà di gomito.
Siamo al volante di una DS3 non qualunque: è la versione di punta con motore da 150 CV e sa farsi davvero rispettare. È il primo assaggio con un'auto che sarà protagonista nel prossimo numero di "Quattroruote", una novità molto attesa che, è inutile girarci intorno, nasce per fare concorrenza alla Mini (e qualcuno dice anche alla MiTo).
La prima è sotto tiro soprattutto per le possibilità di personalizzazione, più ancora che sul piano delle prestazioni. Quattro colori per il tetto in contrasto con la carrozzeria, specchietti in tinta o cromati, otto colori per la plancia e persino la chiave d'avviamento che riprende la tinta del tetto o della carrozzeria.
E, se proprio non ne avete abbastanza, sul tetto si possono applicare direttamente in fabbrica perle, motivi tribali, fasce zebrate e tatuaggi. L'interno non è da meno: ritroviamo quell'atmosfera di livello superiore già inaugurata dalla C3 (da cui la DS3 deriva) con plastiche morbide, superfici laccate, cromature, illuminazione diffusa. Il massimo, poi, sono i sedili di pelle sportivi, realmente sagomati per trattenere in curva anche in presenza di forti accelerazioni laterali.
Sì, forti, perché la versione da 150 CV è l'allestimento più sportivo, nemica giurata della Mini Cooper S. L'assetto, a sorpresa, è rigido ma non estenuante, il rollio limitato, la rumorosità piacevole perché lo scarico è stato accordato per un sound poderoso.
Ma cos'è la DS3, esattamente? La gamma dei motori, a parte il 150 CV, è la stessa della C3, quindi a tutti gli effetti sembrerebbe ricoprire il ruolo di versione a tre porte, più cattivella. Invece, e lo s'intuisce dagli accessori, dai colori, dal "mood" di tutta la vettura, l'obiettivo è di catturare clienti più esigenti, in cerca di esclusività.
Come per tutte le versioni coupé, l'accesso è agevole davanti e un po' più complicato per i posti dietro, ma il sedile è molto ben fatto anche per il meccanismo di scorrimento (per esempio, non viene mai persa la posizione iniziale).
Il motore si avvia con la tradizionale chiave ed è molto pronto, con una promettente zona rossa che inizia a 7.000 giri. Il cambio è corto e mobilissimo, preciso, con frizione discretamente pesante: nei "buchon" parigini, gli ingorghi che non mancano mai, si fa sentire sotto il piede sinistro. La progressione del motore con le prime tre marce, opportunamente ravvicinate, è entusiasmante e in terza al limitatore si possono raggiungere i 155 km/h con preoccupante rapidità. Bello anche l'attacco del pedale freno, autorevole, immediato.
Fra pochissimi giorni la DS3 arriverà in pista e lì potremo spremerla come un limone per dire se, a queste prime buone impressioni, s'accompagnano prestazioni di rilievo.
Carlo Bellati
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