Tra i saliscendi dell’Ascari Circuit, nel cuore dell’Andalusia, la Bentley Bentayga Speed appare quasi una provocazione tecnica. Portare in pista una SUV lunga oltre cinque metri, pesante più di 2,4 tonnellate e rifinita come un salotto inglese di alta gamma sembra poco sensato. Poi si indossa il casco, si esce dalla pit lane e si capisce subito dove Bentley ha concentrato il lavoro principale: non sulla semplice potenza, ma su come questa massa riesce a muoversi.
Il comportamento dinamico in pista
Con asfalto in temperatura e condizioni ideali, la SUV taglia XL mostra come oggi la sfida non sia soltanto aumentare cavalli o velocità massima, ma controllare dimensioni e trasferimenti di carico con naturalezza e precisione. Il V8 4.0 biturbo da 650 CV e 850 Nm resta centrale: la spinta è poderosa, continua, lineare. I numeri parlano chiaro - 310 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 3,6 secondi.
Il punto chiave è però il lavoro su telaio e integrazione elettronica. In pista sorprende per compostezza e facilità di guida. Lo sterzo è preciso, mai nervoso; l’ingresso in curva rapido considerando massa e dimensioni; la stabilità resta elevata anche aumentando il ritmo. Il merito è dell’integrazione tra sterzo integrale, gestione attiva del rollio a 48 volt, sospensioni pneumatiche evolute e controllo della dinamica.
La Vehicle Motion Philosophy di Bentley
Questa tecnologia non cerca di mascherare il peso o trasformare la vettura in qualcosa che non è. La Bentayga resta una Bentley: progressiva, fluida, stabile. Qui emerge la Vehicle Motion Philosophy, la stessa base tecnica condivisa con Continental GT e Flying Spur.
Si tratta di una gestione integrata di motore, trasmissione, telaio ed elettronica con un obiettivo preciso: prestazioni elevate sempre sfruttabili. Non il comportamento più estremo, ma la “largest usage window” - ovvero la massima ampiezza d’uso: confort nei lunghi viaggi, stabilità ad alta velocità, precisione nella guida veloce e facilità anche in condizioni difficili. Cambiano le architetture, ma la logica resta identica.
Esperienza sensoriale e cura artigianale
Il V8 contribuisce anche all’esperienza sensoriale. Bentley riporta al centro il tema del sound: in accelerazione è pieno e profondo, in rilascio lo scarico offre un borbottio marcato ma naturale.
Durante il TechDay gli ingegneri hanno spiegato come risposta del motore, sound, sterzo ed erogazione siano sviluppati insieme a telaio ed elettronica come parte di un’unica esperienza di guida.
A bordo restano centrali pelle, cromature, assemblaggi e qualità percepita, elementi che confermano la cura artigianale di Crewe. Il punto chiave emerso all’Ascari è chiaro: la Bentayga Speed non vuole diventare una sportiva estrema, ma dimostra quanto telaio, software ed elettronica possano ampliare le capacità dinamiche senza compromettere confort, qualità e identità.
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