“Quanto dura il Velocar?”. “Ti guarda e ti segue, c’è chi dice per 30 metri, c’è chi dice per 50 metri. Il mi’ zio è convinto che ti segua fino a casa”. “La mia domanda è: quando ti prende il Velocar. E quando ti lascia?”. Se lo chiede – e ce lo chiede – Leonardo Pieraccioni in un video postato su Instagram in cui rivela di aver preso una multa per eccesso di velocità accertata, appunto, con un “Velocar”.
E allora lo spieghiamo noi, a Leonardo, cos’è il Velocar. E come funziona. Prima, però, partiamo prima dalla Velocar, che è un’azienda di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, attiva nella produzione di dispositivi elettronici per il controllo stradale. Che debutta in grande stile nel redditizio business nella prima decade del nuovo millennio con un concorrente dell’allora temutissimo T-Red prodotto dalla Kria, il primo dispositivo hi-tech in grado di rilevare il passaggio con il rosso.
IN BREVE
Il dispositivo Red & Speed
La rivoluzione digitale innescata dal T-Red apre la strada a numerosi prodotti concettualmente simili, tra cui il Red & Speed prodotto dalla Velocar, appunto, e approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nel 2008. Uno strumento dalla doppia natura, diciamo così, ossia utilizzabile per rilevare sia la velocità sia il passaggio con il semaforo rosso. Ma mai insieme: “in maniera disgiunta”, stabilisce il ministero delle infrastrutture nel decreto di approvazione. Da allora questo apparecchio è stato più volte aggiornato e oggi il Velocar Red & Speed, anzi, il VRS come viene indicato con un acronimo, anzi, il VRS-EVO, quello di ultima generazione, è, in realtà, un’intera famiglia di apparecchi al servizio delle polizie municipali (e provinciali). Una famiglia che va dai rilevatori di velocità, sia puntuale sia media (funzione mai utilizzabile contemporaneamente), anche con riprese frontali con oscuramento del parabrezza dei veicoli in infrazione, a quelli di infrazioni semaforiche, a quelli di velocità puntuale e infrazioni semaforiche, anche in questo caso una doppia funzione mai utilizzabile contemporaneamente.
Come funziona e dove può essere usato
Nel filmato, Pieraccioni non specifica se sia stato “vittima” della velocità media o puntuale. Ma da quello che si domanda (“Quando ti prende e quando ti lascia?”) sembrerebbe fare riferimento più alla velocità media. Per la quale si usa il modello indicato con la lettera M, che però può essere impiegato, in alternativa, anche per la velocità puntuale (il modello utilizzabile per la sola velocità puntuale è indicato con la lettera R, che sta per Radar). A ogni modo, i due strumenti hanno caratteristiche simili e ottiche identiche. Il VRS-EVO-R è stato approvato nel 2016, la versione M nel 2017. Quelli più aggiornati e sofisticati, invece, risalgono al 2021. Entrambi i modelli sono utilizzabili in due configurazioni che sostanzialmente differiscono solo per l’unità ottica, che può essere da 35 o da 50 mm. E hanno le seguenti caratteristiche:
- Il modello R può essere utilizzato ovunque, sia in modalità manuale sia automatica (ovviamente nel rispetto delle norme generali sull’utilizzo delle apparecchiature per il rilevamento della velocità;
- Il modello M, invece, può essere usato solo sui tipi di strada in cui è consentito l’accertamento automatico delle violazioni, ossia sulle autostrade e sulle extraurbane principali senza autorizzazione del prefetto e sulle altre strade, comprese, in teoria, quelle urbane di quartiere, con autorizzazione del prefetto;
- Entrambi, come ogni altro strumento, devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura con cadenza almeno annuale;
- Sono in grado di operare sia di giorno sia di notte;
- Possono tenere sotto controllo al massimo due o tre corsie a seconda della configurazione (dunque su una strada a quattro corsie ne occorrono due da due corsie);
- Sono in grado di leggere, fino a una velocità di 230 km/h, le targhe di: autoveicoli (autovetture e autocarri), sia nel formato lungo sia nel formato “quadrato”, sia posteriori sia anteriori; motoveicoli; ciclomotori.
Non ti segue fino a casa
Ovviamente, il “Velocar” a cui fa riferimento lo zio di Pieraccioni, quello di ultima generazione, non ti segue fino a casa. Lo strumento è fisso, saldamente agganciato a pali ben piantati per terra (l’altezza massima a cui può essere installato l’apparecchio è di 7,5 metri). Ma è piuttosto sofisticato, rispetto agli Autovelox a cui siamo storicamente abituati e a cui fa riferimento lo stesso Pieraccioni, quelli installati a bordo strada che misurano la velocità istantanea nel momento in cui i veicoli interrompono i due raggi laser ortogonali alla direzione di marcia. Il VRS-EVO, invece, nella versione per il rilevamento della velocità puntuale è in grado di rilevare frontalmente o posteriormente la violazione fino a 34 metri di distanza dalla telecamera. Mentre, nella versione per la velocità media, tiene sotto controllo tutti i veicoli che transitano tra le due unità di rilevazione ed elaborazione dati installate in corrispondenza dei “portali” di inizio e fine della tratta lungo la quale, appunto, viene rilevata la velocità media. “Portali” che, nella maggior parte delle situazioni, sono posti a distanze che vanno da 500 a 1.500 metri.
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