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F1, GP Giappone
Antonelli fa il bis a Suzuka, ora è in testa al Mondiale

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Andrea Kimi Antonelli ci ha preso gusto: dopo aver conquistato la sua prima vittoria in Cina, si è ripetuto al Gran Premio del Giappone. Il successo di Antonelli vale più dei 25 punti che porta in classifica. L’italiano della Mercedes ha vinto con 13 second di vantaggio su Oscar Piastri e 15 su Charles Leclerc, completando un fine settimana in cui era già stato il riferimento sul giro secco e in cui, alla domenica, ha mostrato anche il passo più autorevole. George Russell non è andato oltre il quarto posto, seguito poi da Lando Norris e Lewis Hamilton. Adesso Antonelli è il nuovo leader del Mondiale di Formula 1.

La partenza che complica tutto

La gara dell’italiano, a dire il vero, si era messa male quasi immediatamente. Dalla pole, Antonelli ha sbagliato lo stacco frizione e allo spegnimento dei semafori si è ritrovato risucchiato dal gruppo: Oscar Piastri ha infilato la prima curva davanti a tutti, mentre le due Mercedes hanno perso terreno e il bolognese è precipitato addirittura sesto. Era il genere di partenza che, su un circuito come Suzuka, può rovinarti la giornata.

Mentre Piastri e Russell si giocavano il comando e la McLaren sembrava finalmente avere in mano una gara pulita, Antonelli ha iniziato a chiudere il gap. Senza strappi, senza una rimonta da highlights, ma con quella regolarità che su una pista del genere conta più di tutto. Era già lì che la Mercedes aveva capito di avere ancora in mano una possibilità concreta. 

Antonelli fa il bis a Suzuka, ora è in testa al Mondiale

Il colpo di scena

Il momento che ha svoltato il Gran Premio è arrivato al giro 22. Oliver Bearman, in piena percorrenza verso curva 13, si è trovato quasi addosso a Franco Colapinto, più lento perché impegnato nel recupero di energia. Il pilota della Haas ha evitato il contatto allargandosi, ha messo le ruote sull’erba e ha perso il controllo della vettura, finendo pesantemente contro le barriere. L’impatto è stato valutato in 50G di decelerazione; Bearman è uscito dall’abitacolo dolorante alla caviglia destra, ma per fortuna non ha riportato fratture.

L’incidente ha imposto l’ingresso della Safety Car. Ed è qui che la fortuna ha scelto da che parte stare. Russell aveva appena effettuato la sua sosta e si è ritrovato dalla parte sbagliata del timing; Antonelli, invece, non si era ancora fermato. La neutralizzazione gli ha consentito di rientrare, montare un set nuovo di Hard e tornare in pista davanti a tutti. È il dettaglio che ha cambiato l’ordine della gara, ma non il suo valore complessivo: il colpo di scena gli ha riconsegnato la testa, non gli ha regalato il ritmo con cui poi ha scavato il vuoto.

Antonelli ha gestito bene la ripartenza, ha protetto la prima posizione e poi ha iniziato a costruire margine con la naturalezza di chi aveva semplicemente più passo e più fiducia degli altri. Nel secondo stint sulle Hard è stato imprendibile: giri veloci, ritmo costante, nessuna sbavatura

Antonelli fa il bis a Suzuka, ora è in testa al Mondiale

La gara degli altri

Dietro ai primi quattro, la corsa ha confermato un quadro tecnico piuttosto chiaro. Norris ha chiuso quinto davanti a Hamilton, in una gara che per la McLaren ha avuto almeno il merito di rimettere in piedi un weekend finalmente lineare con entrambe le vetture in zona alta. La Ferrari esce da Suzuka con un podio e con la sensazione di aver fatto il massimo disponibile: Leclerc ha difeso bene, ma sul passo puro mancava qualcosa per andare a prendere Piastri o per tenersi lontano da Russell fino all’ultimo.

Più dietro, Pierre Gasly ha portato l’Alpine al settimo posto davanti a Max Verstappen. A punti anche Liam Lawson e Esteban Ocon. Fuori dai dieci Hulkenberg, Hadjar, Bortoleto e Lindblad; male la Williams, con Sainz quindicesimo e Colapinto sedicesimo, mentre l’Aston Martin ha raccolto un altro pomeriggio magro con Alonso diciottesimo e Stroll ritirato per un problema legato alla pressione dell’acqua. 

Antonelli fa il bis a Suzuka, ora è in testa al Mondiale

Le voci dei protagonisti

Toto Wolff, a fine gara, non ha girato attorno al punto più evidente: “Partenza pasticciata. Però in questa gara il pilota ha inciso tantissimo. Antonelli è risalito, era davvero veloce, ed è anche per questo che abbiamo potuto allungare il suo stint di un giro: lì si è costruito la sua fortuna”.  

Antonelli, dal canto suo, ha scelto la linea più lucida possibile e a fine gara ha commentato così: “Fa davvero un bell’effetto. È ancora presto per pensare al campionato, ma siamo sulla buona strada. La partenza è stata terribile, devo capire cosa sia successo, ma la Safety Car ci ha aiutato. Nel secondo stint mi sono sentito bene, avevo ottime sensazioni con la macchina. Ho qualche settimana davanti, quindi potrò allenarmi con le partenze, perché quest’anno sono state un punto debole. Siamo stati fortunati con la Safety Car, ma sulle Hard il passo era incredibile: mi ha decisamente semplificato la vita”.

Leclerc ha letto la sua domenica con una sincerità piuttosto disarmante: “Con la Safety Car ci è andata male; quindi, mi sono ritrovato sulla difensiva e ho dovuto soprattutto portare le gomme fino alla fine. Le sensazioni, però, non erano così cattive. È stata una gara divertente, semplicemente non avevo abbastanza margine per andare a prendere Oscar”.  

E Piastri, secondo al traguardo, ha lasciato aperto il dubbio più interessante della giornata: “Sarebbe stato davvero interessante vedere cosa sarebbe successo senza la Safety Car. Peccato non averlo scoperto. Però va fatto un grande ringraziamento al team, perché con quello che avevamo abbiamo lavorato bene”.

Le classifiche dopo il terzo round

La classifica piloti vede Andrea Kimi Antonelli in testa con 72 punti contro i 63 di George Russell. Seguono i due piloti della Ferrari, con Leclerc a quota 49 e Hamilton a 41. La classifica costruttori ci dice invece che la Mercedes viaggia in solitaria in testa con 135 punti contro i 90 della Ferrari e i 46 della McLaren. Poi uno stacco netto con tutti gli altri: Haas è quarta con 18 punti, seguita da Alpine e Red Bull Racing a quota 16.

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