Servizi
How to
Fleet&Business
FORUM
seguici con
NEWS
seguici con
LISTINO
seguici con
USATO
seguici con
How to
seguici con
Fleet&Business
seguici con
Viabilità

Tangenziale Ovest esterna
SI TEME PER L'IMPATTO AMBIENTALE

C'è un progetto della Provincia di Milano che sta creando grande preoccupazione tra i comuni del Sud Milano e dell'Est Ticino. Si tratta della Tangenziale Ovest esterna, un'opera di cui si parla da anni, ma che ora sembra concretizzarsi sempre più. La Provincia, infatti, ha colto tutti di sorpresa inserendo la bozza dell'imponente infrastruttura nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). Ma, al di là delle diverse valutazioni di opportunità e utilità, l'aspetto della vicenda che più di tutti ha fatto scattare l'allarme generale è un altro: nel piano è stato inserito un tracciato di massima disegnato senza il parere preventivo e il coinvolgimento degli enti locali.

 

La "supertangenziale", com'è già stata ribattezzata, sarà realizzata da privati e soggetta al pagamento di un pedaggio. Si tratta dell'anello mancante con la Tangenziale Est esterna, che consentirà di chiudere il cerchio sul raddoppio delle attuali tangenziali, con il chiaro intento di decongestionare il traffico nel perimetro interno della città. Il tratto autostradale collegherà Melegnano a Magenta solcando i territori di Lacchiarella, Zibido San Giacomo, Binasco, Noviglio, Rosate, Gaggiano, Albairate, Abbiategrasso Boffalora Ticino fino a riconnettersi con l'A4. Una grossa arteria che, in base al prospetto presentato, dividerà a metà il Parco agricolo Sud Milano e il Parco del Ticino serpeggiando attraverso cascine, marcite, chiese, campi coltivati e canali d'irrigazione di grande valore storico e ambientale. 

 

Impatto ambientale. Il problema, secondo gli ambientalisti, i Comuni e gli agricoltori, è proprio l'enorme impatto ambientale che quest'opera avrà sugli unici due polmoni verdi rimasti in tutta l'area metropolitana. Considerando la viabilità secondaria, gli svincoli e tutte le opere accessorie necessarie non è così allarmistico temere che l'impatto ambientale sarà devastante con  forti rischi per la sopravvivenza della flora e della fauna che attualmente popolano queste aree naturalistiche. Senza considerare, poi, le migliaia di attività agricole che operano all'interno del Parco agricolo Sud Milano e che rischiano il tracollo. Un tracciato quanto meno anacronistico in tempi in cui le istituzioni si impegnano sempre più nello sviluppo di una mobilità sostenibile, nell'abbattimento della CO2 e in un maggiore rispetto dell'ambiente. Secondo le stime della Coldiretti la nuova tangenziale sottrarrà un milione e mezzo di metri quadrati di territorio. "Bisognerebbe puntare alla riqualificazione della viabilità esistente - ha affermato Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Milano e Lodi - in modo da ridurre il consumo di suolo, un bene che appartiene a tutta la società e che una volta perso non è certo riproducibile". In definitiva, se dovesse andare in porto, secondo la confederazione nazionale dei coltivatori, questa autostrada cancellerebbe dalla Lombardia e, in generale dal nostro Paese, produzioni pari a quasi quattro milioni di piatti di riso.

 

Stralciare il progetto. Molti i dubbi e le perplessità anche sulla reale utilità di questa infrastruttura. Trattandosi di un tratto a pagamento, infatti, ci si chiede se il numero di potenziali utilizzatori sarà realmente tale da giustificare un'infrastruttura di questa portata. E ancora, se la tangenziale riuscirà davero a raggiungere il suo scopo principale, ossia quello di, alleggerire il traffico che oggi strangola la cintura più interna di Milano oppure se rimarrà una sorta di cattedrale nel deserto. I sindaci di 22 dei comuni interessati si sono organizzati sotto un'unica bandiera per stabilire una strategia unitaria. L'obiettivo è quello di concordare azioni "in difesa di un territorio pregiato - spiegano in una nota - e di forte tradizione agricola, a vantaggio di una mobilità sostenibile, razionale e condivisa". In particolare chiedono alla Provincia di stralciare i tracciati della Toem (Tangenziale Ovest esterna milanese) che non sono stati oggetto di una concertazione preventiva e di aprire una nuova fase di consultazione con le amministrazioni comunali interessate, mentre invitano il presidente del Parco Agricolo Sud Milano, ente deputato alla tutela del territorio, alla sua valorizzazione e al rispetto dei vincoli indicati dalla normativa, a convocare l'Assemblea dei Sindaci del Parco perché si esprima in proposito. E intanto si stanno formando anche numerosi comitati di cittadini contrari al progetto.

 

Tracciato di massima. La scorsa settimana, in incontro pubblico nel Comune di Zibido San Giacomo, Fabio Altitonante, assessore provinciale con deleghe alla pianificazione del territorio e programmazione delle infrastrutture, ha ribadito l'aspetto "strategico" del progetto sottolineando la volontà di realizzarlo in tempi brevi. Al tempo stesso, però, ha stigmatizzato la preoccupazione generale parlando di inutile allarmismo e di strumentalizzazioni politiche. "Il percorso della Tangenziale evidenziato sulla mappa - ha sottolineato l'assessore - è solo un'ipotesi e serve unicamente a dare un'idea di massima, non indica certo il tracciato esatto che potrà essere spostato 500 metri più in alto o più in basso. Sicuramente, durante la stesura definitiva del progetto, sarà aperto il confronto con i cittadini e i rappresentanti locali". Quando un cittadino, però, ha chiesto all'assessore di fugare ogni preoccupazione cancellando il tracciato esistente e ripartendo da zero Altitonante ha risposto: "Non si può".

 

Roberto Barone

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Tangenziale Ovest esterna - SI TEME PER L'IMPATTO AMBIENTALE

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it