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Le tariffe aumentano del 30%

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Dopo bolli, superbolli, carburanti, Ipt, Iva e assicurazioni mancava solo la stangata sulle tariffe del Pra. Arrivata, incredibilmente, non solo a Governo dimissionario, ma a nuova legislatura già iniziata. Dal 2 aprile aumentano gli "emolumenti da corrispondere all'Automobile Club d'Italia per le formalità inerenti alla tenuta del Pubblico registro automobilistico, per il rilascio dei relativi certificati e per le visure e ispezioni". Lo stabilisce il decreto firmato dal ministro dimissionario dell'Economia, Vittorio Grilli, il 21 marzo scorso e pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. La tariffa che interessa di più gli automobilisti, quella relativa alla prima iscrizione (in caso di acquisto di un veicolo nuovo) o al rinnovo dell'iscrizione (in caso di passaggio di proprietà), passa così da 20,92 a 27 euro, il 29% in più rispetto alla vecchia tariffa, ferma, va detto, dal 1994.

Chi è esentato. In compenso, si fa per dire, sono stati esentati dagli emolumenti da corrispondere all'Aci le annotazioni a favore dei ciechi e dei disabili, categorie, peraltro, per le quali è già prevista l'Iva ridotta (4% invece che 21%) e la detrazione dell'importo di acquisto del veicolo dall'Irpef. Non è dovuto il pagamento dell'emolumento all'Aci nemmeno in caso di perdita e rientro in possesso del veicolo, di iscrizione e cancellazione del fermo amministrativo e tutte le annotazioni richieste dalle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche "per finalità di pubblico interesse".

Buco nei conti. Il ministero di via XX settembre ha motivato l'intervento a gamba tesa effettuato nei confronti degli automobilisti a tempo scaduto con il fatto che dal 2 aprile l'Aci gestirà gratuitamente l'Ipt per conto delle province (ma non dovevano essere abolite?) e con la "necessità di garantire l'autonomo equilibrio economico-finanziario del servizio, in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l'espletamento dello stesso". Un modo elegante per dire che c'è da compensare il "buco" nei conti del Pra determinato dal crollo delle immatricolazioni registrato negli ultimi anni… E, ovviamente, il buco devono riempirlo gli automobilisti.

Mario Rossi

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