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Il Covid non ferma la manutenzione stradale

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Il Covid non ferma la manutenzione stradale
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Nell’anno della pandemia l’attività di manutenzione delle strade italiane non si è fermata: infatti, secondo i dati diffusi da Siteb (Strade Italiane e Bitumi), nel 2020 sono state consumate oltre 32 milioni di tonnellate d’asfalto, con un incremento di 2 milioni rispetto al 2019. Si tratta del picco più alto raggiunto nell’ultimo decennio.

Trend in crescita. Il dato relativo al consumo di asfalto, che rappresenta il principale indicatore delle attività di manutenzione stradale nel nostro Paese, ha fatto registrare nell’ultimo anno un incremento del 6,3% e ha proseguito il suo trend di crescita nel primo trimestre del 2021. La maggior parte della produzione è stata destinata agli appalti Anas e alla manutenzione delle concessionarie autostradali: un processo che, poiché quest’attività è stata considerata strategica per il Paese, e quindi inserita tra i codici Ateco esentati dalle serrate sancite dai Dpcm governativi, non si è arrestato nemmeno nelle fasi più acute della pandemia.

Il commento dell’associazione. “Si tratta di un segnale certamente positivo per la sicurezza della nostra rete stradale, per troppi anni dimenticata e per la quale abbiamo pagato spesso un elevato costo sociale”, sottolinea il Presidente di Siteb, Michele Turrini. “I fondi del Pnrr che arriveranno dall’Europa” ha aggiunto Turrini “costituiscono un’occasione unica per riparare ai 10 miliardi di euro di mancati investimenti che hanno seriamente compromesso il nostro patrimonio stradale, provocandone il graduale deterioramento”. Secondo le stime dell’associazione, per la messa in sicurezza e l’ammodernamento dell’intera rete stradale gli investimenti necessari ammontano a 22 miliardi di euro.

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