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Formula 1

PILOTI
David Coulthard

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Un ragazzo scozzese di belle speranze che ha fatto della passione per le corse la propria vita. Questa è la storia di David Marshall Coulthard.

Gli inizi. Nasce a Twynholm il 27 marzo 1971 e già a 8 anni ha la possibilità di mettersi alla prova nelle competizioni in go-kart. Il ragazzo ha talento e riesce a portarsi a casa diversi trofei, incluso il titolo di campione di Scozia. L'occasione di fare il grande salto dai kart alle monoposto arriva nel 1988 quando affronta la sua prima stagione in Formula Ford. Una volta prese le misure, domina il campionato britannico del 1989 e, nello stesso anno, chiude terzo nel Formula Ford Festival. Nel 1990 è tra i pretendenti al titolo, ma si infortuna in un incidente a Spa-Francorchamps e salta il resto della stagione. Nonostante la parentesi sfortunata, riesce comunque a svolgere il suo primo test in Formula 1 con la McLaren, per poi dedicarsi anima e corpo alla Formula 3 dove arriva secondo, alle spalle di Rubens Barrichello. In Formula 3000 si ritrova spesso nelle retrovie a causa di una vettura scarsamente competitiva, ma in due occasioni riesce a metterci una pezza e conquistare il podio.

Il debutto in F1. Nel 1993 diventa collaudatore per la Williams, un ruolo che mantiene anche per il 1994. Dopo la tragica scomparsa di Ayrton Senna nel maggio di quell'anno, il team inglese gli propone una sorta di contratto a tempo per svolgere alcune gare al fianco di Damon Hill.  Dopo un ritiro in Spagna, arrivano i primi punti in Canada - grazie a un quinto posto - e ottiene il miglior risultato stagionale in Portogallo, dove taglia il traguardo in seconda posizione, proprio alle spalle del compagno Hill. Nelle ultime tre gare del campionato lascia il volante a Nigel Mansell, ma Coulthard ha l'occasione di tornare a correre da pilota ufficiale per l'intera stagione 1995. David riesce anche a togliersi la soddisfazione della prima vittoria che arriva nuovamente in Portogallo e che gli consente di chiudere la stagione al terzo posto, alle spalle del campione Schumacher e di Hill.

Il trasferimento a Woking. Nel 1996 arriva l'offerta della McLaren, pronta a rilanciare le proprie sorti grazie alla collaborazione con il motorista Mercedes. Le soddisfazioni non tardano ad arrivare, come il terzo posto al GP d'Europa e il secondo posto a Monaco. Ma per tornare alla vittoria, David Coulthard attende fino al Gran Premio d'Australia del 1997, dove riesce a imporsi nella gara inaugurale di Melbourne. Durante l'anno si toglie anche un'altra soddisfazione: vincere il GP d'Italia davanti all'appassionatissimo pubblico di Monza. Il 1998 è un anno d'oro per la McLaren che trova in Mika Hakkinen il pilota di riferimento per la lotta al titolo contro la Ferrari di Michael Schumacher. Coulthard si dimostra un'ottima spalla per il finlandese e durante l'anno piazza una vittoria - al GP di San Marino - sei secondi posti e due terzi posti che contribuiscono a far vincere al team anche il titolo costruttori. L'episodio più controverso di quella stagione arriva nel caotico Gran Premio del Belgio, disputatosi sotto una pioggia torrenziale. Mentre subiva il doppiaggio della Ferrari di Schumacher, Coulthard rallenta di colpo e viene tamponato dal pilota tedesco, che è così costretto al ritiro gettando alle ortiche una vittoria che avrebbe potuto cambiare le sorti del campionato. Schumacher, furioso con il rivale, va fino al box dello scozzese per “regolare i conti”, convinto della scorrettezza intenzionale. Solo anni dopo Coulthard ha ammesso la propria responsabilità nell'incidente, negando però l'intenzionalità della manovra.

Sopravvissuto. Coulthard continua a correre con la McLaren anche negli anni seguenti, ma resta all'ombra di Hakkinen, fatta eccezione per alcune rare occasioni. Nel 2000 è vittima di un incidente aereo, insieme alla fidanzata e a una guardia del corpo: durante l'atterraggio all'aeroporto di Lione, il jet privato su cui viaggia lo scozzese si schianta sulla pista. I due piloti muoiono sul colpo, mentre i passeggeri se la cavano solo con qualche lieve ferita. David è mentalmente forte e riesce a superare l’episodio, tornando a concentrarsi sulle corse. Nei primi anni 2000 la Ferrari apre il proprio ciclo vincente e nel 2001 Hakkinen si ritira, mentre Coulthard continua a correre con la McLaren trovandosi affiancato da un finlandese, Kimi Raikkonen. David non riesce a cogliere l’occasione giusta per giocarsi le proprie carte e dopo un 2004 disastroso - con una McLaren scarsamente affidabile e decisamente lenta - decide di abbandonare il team e accettare una nuova sfida, quella con la Red Bull Racing.

Un nuovo amore. Coulthard trova nel progetto Red Bull nuovi stimoli: la giovane squadra anglo-austriaca rappresenta una ventata di novità sulla griglia di partenza e l'esperienza di David è un punto fermo dal quale si comincia a costruire per un futuro che oggi tutti conosciamo. Il primo podio della squadra arriva al Gran Premio di Monaco 2006 e Coulthard sale sul podio di Monte Carlo con indosso un mantello rosso, diventando il “Superman” della Red Bull, che in quella gara promuoveva proprio l'uscita del film nelle sale cinematografiche. Un acuto che si ripeterà solamente in Canada, nel 2008, ultima stagione di Coulthard in Formula 1. Pur avendo lasciato le corse da diverso tempo, David Coulthard mantiene ancora oggi il suo status di ambasciatore del brand Red Bull ed è spesso coinvolto in eventi dimostrativi con monoposto di Formula 1 del marchio dell’energy drink in giro per il mondo. Dopo l'esperienza in Formula 1 e una parentesi poco fortunata nel DTM, Coulthard è oggi un cronista sportivo per Sky Sports F1 sui campi di gara ed è corrispondente per la rivista F1 Racing.