Pur non essendo mai riuscito a conquistare un titolo mondiale, Jacques Lafitte ha comunque contribuito a scrivere parte della lunga storia della Formula 1 e del motorsport in generale.
Nato nella Parigi del 1943, il giovane Jacques affronta gli studi alla Cours Hattermer, una scuola privata francese. Appena quindicenne incontra un altro nome che diventerà noto in Formula 1 - Jean-Pierre Jabouille, che gli propone di fargli da meccanico in occasione di una corsa. È in quel momento che Lafitte entra in contatto con il motorismo sportivo e se ne innamora. L'esordio in pista come pilota però arriva molti anni più tardi, nel 1970, quando prende parte al campionato di Formula France, prima di dedicarsi alla Formula Renault. Fa subito strada e nel 1972 è sullo schieramento di partenza della 24 Ore di Le Mans, al fianco di Pierre Maublanc, su una Ligier. Proprio quell'anno, vince il titolo di Formula Renault e passa così alla Formula 3. In questa categoria si afferma nel campionato francese e chiude quarto in quello inglese, riuscendo così a conquistarsi un posto nella più competitiva Formula 2. Nonostante il salto di categoria è immediatamente competitivo e conquista la vittoria al GP del Festival di Salisburgo e chiude quarto la stagione.
L'esordio in Formula 1 porta la data del 1974 con la Iso-Marlboro, squadra diretta all'epoca da Frank Williams. La macchina non è delle più competitive e neanche affidabile, così - pur qualificandosi a ogni gara - Lafitte chiude l'anno senza alcun punto nel carniere. Nel 1975 la squadra prende il nome di Williams, ma affronta un'altra stagione complicata. L'unico exploit è al GP di Germania: dopo essere partito quindicesimo, taglia il traguardo con un sorprendente secondo posto. Unica consolazione per il francese è la vittoria nnel Campionato Europeo di Formula 2 con Automobiles Martini.
Salutata la Williams, Jacques Lafitte passa alla Ligier nel 1976, squadra con cui continua a correre in Formula 1 fino al 1986, senza risultati di rilievo. La sua ultima gara nel circus è il GP di Gran Bretagna a Brands Hatch: al via, è coinvolto in un brutto incidente. La sua monoposto rimane incastrata sotto il guard-rail e per liberare il pilota dalle lamiere serve più di mezz'ora. Lafitte viene ricoverato in terapia intensiva e sottoposto a diverse operazioni, alla luce di gravi fratture alle gambe e al bacino. Nonostante il doloroso decorso post-operatorio e riabilitativo, Lafitte sopravvive ma la sua carriera in Formula 1 si interrompe a quel punto. Solamente nel 1988 prova a tornare in monoposto per dei test, evento ripetuto in diverse occasioni anche nel 1992, ma senza possibilità di tornare a competere.
La voglia di correre è però tanta, così il francese si lancia nell'avventura delle vetture turismo e prende parte al Mondiale Turismo con una Alfa Romeo 75 Turbo, senza grandi risultati. Tra il 1990 e il 1992 va in pista anche nel DTM con una BMW M3, cogliendo anche una vittoria al Nürburgring. Una volta appeso il casco al chiodo, Jacques Lafitte rimane nel motorsport come esperto tecnico per la tv francese fino ai primi anni Duemila. Grande appassionato di sport, è tra gli azionisti del Golf Digione-Borgogna.