DR 6.0

Il fatto che i nomi si somiglino non deve trarre in inganno. Tra la DR 6.0 e la DR 6 c’è un salto generazionale e tecnologico netto. In sostanza, sono due auto completamente diverse, che rappresentano due epoche differenti del gruppo molisano DR Automobiles. La differenza fondamentale sta nella "base" cinese su cui sono costruite, poiché - va ricordato - DR personalizza e italianizza modelli prodotti da Chery in Oriente. Se la 6 nasce partendo dalla Chery Tiggo 5, la DR 6.0 prende origine dalla Tiggo 7 Pro, sempre un SUV di medie dimensioni ma molto più moderno. A fronte di una lunghezza simile, attorno ai 4,5 metri, il modello più recente ha un passo più ampio e sembra più imponente. Ciò per via delle sue proporzioni massicce, del muso aggressivo e delle ruote da 19”. La 6.0 segna un cambio di passo anche a livello di cura costruttiva e precisione degli assemblaggi. Si notano infatti rivestimenti morbidi per la plancia e per i fianchetti delle portiere, pur in un abitacolo dove domina la plastica rigida. La plancia ha un’impostazione snella e lineare. A dominarla è lo schermo touch dell’infotainment, con una diagonale da 10” reali. Rispetto ad altri sistemi è limitato nelle funzioni, ma ha la compatibilità Android Auto e Apple CarPlay.

I MOTORI DELLA DR 6.0 USATA
Inutile sfogliare gli annunci alla ricerca di una DR 6.0 turbodiesel o di una ibrida. Questo modello è presente tra le inserzioni soltanto con due motorizzazioni, che possono essere a benzina o a doppia alimentazione, benzina e Gpl. Quella d’accesso alla gamma è un 1.5 Turbo che sviluppa 154 CV, potenza che scende a quota 149 quando si viaggia a gas. Tale unità si trova sia a cambio manuale sia a cambio automatico CVT, capace di simulare nove rapporti nell’uso sequenziale. Questo genere di trasmissione è invece l’unico disponibile con il propulsore più potente, un 1.6 turbo accreditato di 186 CV nell’uso a benzina e di 178 CV a GPL.

PRO E CONTRO DELLA DR 6.0 USATA
Il principale punto dì forza della DR 6.0 è il confort di marcia. L’ambiente interno è ben insonorizzato e l’assetto della Suv italo-cinese privilegia la comodità. Le sospensioni morbide assorbono bene le sconnessioni stradali, lasciando tuttavia spazio a un evidente rollio quando si affrontano le curve in maniera brillante. Nelle manovre di emergenza l’intervento dell’Esp è brusco e non sempre efficace. Gli spazi d’arresto sono discreti sull'asciutto, ma si allungano vistosamente sui fondi a bassa aderenza. Inoltre l’impianto accusa la fatica se strapazzato a lungo. La posizione di guida è turistica, con la seduta distante da terra e il volante abbastanza inclinato in avanti. Ottima è l'abitabilità, sia davanti sia dietro, dove c'è posto anche per tre passeggeri. Il tetto panoramico, presente su tutti gli esemplari, non sottrae tanto spazio in altezza, mentre il tunnel basso non ingombra tra i piedi. Il bagagliaio, privo di rivestimenti laterali, non entusiasma, con una capacità inferiore a quella di diverse rivali. La dotazione dei sistemi di assistenza alla guida mostra importanti lacune: di serie ci sono soltanto Abs e cruise control.
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