Sarà l'Espace del nuovo millennio? Viene da chiederselo, guardando il profilo della nuova concept Renault (la sesta dell'era del designer Laurens van den Acker), battezzata Initiale Paris. Il paragone con la madre di tutte le monovolume è calzante, ma forse riduttivo. Perché l'ultima arrivata è l'ultimo di "sei petali", rappresentativi di altrettanti approcci progettuali a ognuno dei quali corrisponde un prototipo o un modello. Così, come la DeZir stava all'innamoramento e la Captur al desiderio di esplorazione, la R-Space si collegava alla famiglia, la Frendzy al lavoro e la Twin'Z alla giocosità. E l'Initiale Paris? Alla - più che legittima - aspirazione nei confronti della serenità nel vivere intensamente la propria vita.
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In concreto. Filosofie, dunque. Che si traducono però in una concept lunga 4 metri e 85 cm, il cui intento è coniugare il dinamismo di una berlina, lo stile di una Suv dalle fiancate scolpite con grandi ruote da 22" e la luminosità di una monovolume, con grandi superfici vetrate e un tetto, di alluminio e plexiglass, che rende omaggio, con una fresatura, alla "ville lumière". Una sorta di manifesto, insomma, dell'auto "premium" alla francese, così diversa da quella tedesca per carattere e segno da volersi distinguere anche nella tinta della carrozzeria, un colore che passa dal nero metallizzato al viola prugna a seconda delle condizioni di luce e dell'angolo dal quale lo si osserva. Alla "firma", poi, pensano i gruppi ottici full a Led, dotati anteriormente anche di un meccanismo che evoca lo sbattere delle palpebre.
Ispirata ai jet. L'interno dell'Initiale Paris è ispirato a quelli degli aerei executive, coi sedili anteriori "grand confort" fissati al tunnel centrale, tanto da simulare un effetto di galleggiamento nello spazio; il pianale associa legno opaco e alluminio, con un lavoro di intarsio a onde. La console centrale sospesa, priva di montanti, accoglie due schermi che visualizzano anche video e informazioni sui punti urbani d'interesse; in terza fila è stata adottata una panchetta composta da lamine mobili indipendenti che consentono, con la loro modularità, diverse combinazioni d'impiego. Molta attenzione è stata data alle sfumature della luce interna e ai colori dei materiali impiegati nell'abitacolo, ma è forse lo studio dell'acustica quello che rivela la miglior cura.
Sound raffinato. La concept Renault Initiale Paris, infatti, accoglie i passeggeri, al momento dell'accensione del quadro, con una "firma" sonora del compositore e designer acustico Andrea Cera. Il sistema audio su misura è stato studiato dalla Bose e prevede otto casse esclusive Personal Surround, sette casse bass-reflex Bose, due casse integrate per i bassi e un amplificatore digitale a 12 canali.
Il propulsore. Dato che, alla fine, l'Initiale Paris è anche un'automobile e, in quanto tale, si deve muovere, alla Renault hanno provveduto a dotarla anche di un motore, fedele alla filosofia del downsizing. Si tratta, infatti, di un derivato della famiglia degli Energy dCi 130, dotato di due turbo che garantiscono una robusta coppia massima (fino a 400 Nm). Il propulsore è abbinato al cambio automatico a sei rapporti EDC con comando shift-by-wire. L'insieme delle tecnologie adottate, associate a una riduzione del peso di 250 kg rispetto alla massa di una monovolume tradizionale di pari categoria, consente - secondo la Casa - di risparmiare circa il 25% dei consumi e 40 g/km di emissioni di CO2.
Emilio Deleidi
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