Concept

Mini Vision Urbanaut
La monovolume elettrica e autonoma traccia la strada per il futuro

Mini Vision Urbanaut
La monovolume elettrica e autonoma traccia la strada per il futuro
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La Mini ha presentato la Vision Urbanaut, un prototipo che svela un nuovo approccio per il marchio inglese. L'imperativo di questa concept è infatti quello di offrire il maggior spazio interno senza eccedere nelle dimensioni, sfruttando soluzioni come la guida autonoma e il powertrain elettrico. L'attenzione per l'ambiente è evidente anche nella scelta di materiali riciclati e nell'assenza di rivestimenti di pelle e cromature: a dominare sono i tessuti e il sughero. 

Tre ambienti con il Token. Il team coordinato da Adrian van Hooydonk ha immaginato un concetto di mobilità fatto di tre "Mini Moments", ovvero di quell'insieme di occasioni in cui la vettura viene utilizzata dagli utenti in vari contesti, denominati Chill, Wanderlust e Vibe. A cambiare sono sia l'aspetto interno sia quello esterno delmezzo: per attivare la modifica viene utilizzato il Mini Token, una sorta di gemma ovale che viene inserita in slot differenti del tavolo centrale. Oltre alle tre modalità, è possibile scegliere altre combinazioni, salvando le informazioni nel settaggio My Mini Moments e modificando illuminazione, musica, fragranza della climatizzazione e altri parametri. 

Relax, viaggio o club privato. Nella modalità Chill, la Urbanaut si trasforma in un'area relax da sfruttare da fermo. Il grande schermo retroilluminato mostra l'immagine di una foresta, mentre le luci e i suoni interni richiamano al mondo della natura. Lo spazio a disposizione permette di assumere posizioni più ampie e rilassate, mentre la strumentazione viene eliminata. I gruppi ottici e le ruote, infine, mostrano all'esterno grafiche astratte ispirate all'ambiente boschivo. In Wanderlust, invece, tutto è votato al viaggio e alla esplorazione: la strumentazione mostra il percorso di viaggio e le informazioni sulle località attraversate con grafiche ispirate agli anni '50 e '60, mentre sopra ai sedili posteriori vengono proiettate immagini ispirate al movimento e il guidatore può scegliere se gestire manualmente la guida o lasciare tutto in mano al computer. La grafica dei gruppi ottici e delle ruote segnala agli altri utenti se la guida autonoma è attivata. Selezionando la modalità Vibe, infine, la vettura diventa un luogo d'incontro, dove è possibile condividere spazio e musica. Con la portiera e il parabrezza aperti, questa concept si apre al mondo, mentre le tinte magenta, nero e tuchese dominano la scena. La strumentazione centrale diventa il centro di controllo dei contenuti multimediali. Gruppi ottici e cerchi di lega si trasformano nei Led dell'equalizzatore audio. 

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Disegnata dall'interno. La Vision Urbanaut è stata disegnata partendo dall'interno sfruttando la realtà aumentata per creare uno spazio modulare e adattabile a varie esigenze. A fronte di una lunghezza totale di 4,46 metri (16 centimetri in più della attuale Countryman) la piattaforma elettrica ha permesso di ripensare l'abitacolo, al quale si accede tramite una unica grande porta scorrevole. I posti a disposizione sono quattro, con quelli anteriori che possono ruotare, mentre quelli posteriori possono essere ripiegati. La plancia può modificare la propria forma e abbassarsi, mentre il volante e la pedaliera vengono ritratti e il parabrezza può aprirsi, così da creare una sorta di poltrona con un piccolo balcone (Daybed e Street Balcony nel gergo scelto da Mini). La zona posteriore, dominata da toni più scuri, si trasforma nel Cozy Corner con luci a Led, un tavolo ripiegabile e un ulteriore spazio di seduta sul pavimento quando la portiera aperta. L'approccio minimalista è stato esteso all'interfaccia utente, eliminando qualunque comando fisico e utilizzando il feedback aptico di una superficie retroilluminata (il Loop) nella zona posteriore e centrale. Il classico strumento circolare Mini si è spostato al centro della vettura e può essere ripiegato per trasformarsi in una sorta di luce da tavolo.

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Monovolume con tratti da Mini. Per offrire il massimo dello spazio la Mini ha scelto per la Vision Urbanaut la formula del monovolume, massimizzando il passo e portando quindi le ruote agli angoli del veicolo. Il frontale richiama allo stile classico Mini, ma i gruppi ottici Matrix Led sono ora celati da una struttura in alluminio quando non sono attivati. La griglia assume una forma ottagonale e non più esagonale, ma al posto della gestione del flussi d'aria viene ora utilizzata per celare i sensori della guida autonoma. Anche i gruppi ottici posteriori adottano la tecnologia Matrix Led. La tinta esterna Zero Gravity Matt con riflessi versi, blu e grigi è stata scelta anche per evitare di oscurare i vetri, ottenendo comunque riflessi in grado di garantire la privacy dei passeggeri.

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L'idea dei Mini Charms nel montante. I cerchi con finitura Ocean Wave riprendono il motivo della Union Jack e la forma di uno Skateboard per unire la tradizione e lo spirito giovane del progetto: inoltre, la loro costruzione permette di sfruttare un'illuminazione interna che viene modificata in base alle impostazioni del Mini Moments. Un ultimo tocco personalizzato è lo spazio presente sul montante posteriore dove trovano posto le Mini Charms: sotto un vetro è possibile applicare adesivi, pin o altri elementi per ricordare viaggi o eventi, oppure dei QR Code che richiamano a siti web, come quello che porta sul sito Mini presente sul prototipo. Si tratta, in sostanza, della versione moderna di quei lunotti pieni di adesivi che in passato mostravano al mondo le proprie mete e le proprie conquiste e che dopo essere stati digitalizzati sui social tornano ad avere una forma fisica vera e propria.

COMMENTI

  • almeno il cx è pari a 0,00001 XD
  • Direi "Ritorno al passato": Fiat 600 multipla, VW Bulli, Renault Espace e Twingo.
  • Questa è veramente un'auto che ci parla del nostro futuro: ha la forma della supposta!!
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  • Certo era bello quando si sognava che le auto del futuro avrebbero volato...
  • 👍🤣
  • :) Monovolume con tratti da Mini??? Diciamo piuttosto una Twingo Mk1 del 1993....
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