In Italia esiste un mercato nero dei punti-patente, con relativo tariffario e trucchi per non essere individuati. Dopo una prima denuncia mossa dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ora arriva la conferma da un'inchiesta che appare sul numero di febbraio di "Quattroruote", nella quale si spiega che la pratica di "accollare" a un automobilista compiacente la propria infrazione è tutt'altro che un caso sporadico.

Sul Web si trovano parecchi appelli siglati da automobilisti che hanno urgenza di "ricaricare" la loro patente, dopo essere stati ripetutamente colti in flagrante dall'autovelox. Secondo quanto ha potuto accertare "Quattroruote", la quotazione di un punto al mercato nero viaggia attorno ai 100 euro, che possono addirittura diventare 500 nel caso d'infrazione che comporti la sospensione della patente. Per questo tipo di traffici si ulilizza Internet, anche se presumibilmente il bacino preferito è la cerchia di amici e familiari, soprattutto persone anziane che accettino di addossarsi le responsabilità.

Inutile dire che si tratta di comportamenti illegali, che possono fruttare, se scoperti, una denuncia per falso con una possibile condanna da tre mesi a due anni di reclusione, secondo quanto previsto dall'articolo 483 del Codice penale.

Il fenomeno, però, non è solo italiano: sono stati segnalati casi anche in Germania e in Spagna, dove sono stati chiesti addirittura 400 euro per un unico punto, complice il fatto che se ne hanno solo 12.