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Sportive accessibili
Quelle coupé degli anni Novanta - FOTO GALLERY

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Ancora lontane dall’esplosione di Suv e crossover, negli anni 90 le Case mostrarono grande vitalità nelle nicchie di mercato. Se i gusti attuali segnano il progressivo abbandono delle carrozzerie a 2 o a 3 porte tra le auto “per tutti”, all’epoca la voglia di sportività accrebbe l’offerta di tali veicoli. Spesso accessibili a buona parte degli automobilisti, come i modelli raccolti nella nostra gallery: fatta eccezione per uno degli esempi più originali, il prezzo di listino delle versioni entry level era sempre inferiore a 50 milioni di lire.

Il caso Calibra. Ad aprire le danze fu l’Opel Calibra, tra le più riuscite coupé del decennio. A onor del vero, fu anticipata dalla Volkswagen Corrado, a listino già dal 1988 e, proprio per questo, con una carrozzeria ben lontana dalle più morbide linee degli anni 90. Il nostro Paese interpretò il tema con le Alfa Romeo GTV e Fiat Coupé e, in un certo senso, con la Peugeot 406 Coupé: un’auto francese, certo, ma come molti di voi ricorderanno questa splendida ventenne è stata  disegnata, ingegnerizzata e prodotta a Torino, dalla Pininfarina. Anche la Lancia, da parte sua, esplorò con poca fortuna la nicchia con la K Coupé: costosa e orientata verso un pubblico maturo, non ebbe successo.

Figlie della Tigra. Nella seconda metà degli anni 90, fecero la loro comparsa anche modelli dalle dimensioni particolarmente contenute. Ancora una volta fu la Opel ad anticipare tutti, interpretando il tema delle coupé con un modello ben al di sotto dei 30 milioni di lire: la Tigra, che in Italia rimase a lungo la vettura più venduta tra le sportive. Ma arrivarono ben presto la Ford Puma – sua rivale d’elezione – e la Mégane Coach, anch’essi modelli non superiori ai 4 metri di lunghezza. Superati, di soli 4 cm, da un esemplare di ben altro blasone: l’Audi TT.  Futuristica e quasi identica alla concept che ne aveva anticipato le forme, questa sportiva è ormai da tutti considerata una delle icone della Casa di Ingolstadt. E, tra le auto della nostra rassegna, è l’unica ad avere ancora oggi un’erede che porta il suo nome.

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