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Neopatentati
Car sharing, una seconda via

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Meno interessati alla guida e pronti a sconfessare persino il "rito di passaggio" della patente. Secondo un recente studio, ai cosiddetti Millennial (la Generazione Y, quella dei nati tra i primi anni Ottanta e il Duemila) guidare interessa decisamente meno che ai loro genitori. Dipendono poco dall'auto, utilizzano app e tecnologie online e – soprattutto – preferiscono forme alternative di spostamento come il car sharing. Il quale può essere una soluzione non solo per chi, in tempo di crisi, sta tagliando sui costi della seconda auto; ma anche per i neopatentati che vivono nelle grandi città e vogliono evitare di pagare costi assicurativi e altre spese legate al possesso di un'automobile.

Un'opportunità. In un recente sondaggio di Zipcar, il 25 percento dei giovani Usa dai 18 ai 34 anni ha dichiarato di aver ridimensionato l'utilizzo dell'auto proprio grazie al car sharing, contro il 9 pewrcento degli ultracinquantenni. E per i neopatentati che usano poco l'auto e vivono nelle grandi città può essere un servizio che merita una riflessione, soprattutto se si può alternare all'uso di mezzi pubblici, motorini o bici: d'altronde, in questo modo si eliminano i costi per assicurazione, bollo, carburante e tagliandi, ma anche il parcheggio.

Le città e l'esempio di Milano. Come riporta il sito di Iniziativa Car Sharing, in Italia il servizio è presente in vari Comuni italiani, tra cui Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Padova, Palermo, Parma, Roma, Savona, Torino e Venezia. A Milano opera GuidaMi, un servizio ormai consolidato che conta 6 mila utenti. Secondo Atm, che lo gestisce, si tratta di una scelta conveniente per chi fa meno di 10 mila chilometri l'anno: in più non ci si cura di Area C, si può parcheggiare gratis su strisce blu e gialle, varcare ZTL, preferenziali e muoversi durante i blocchi del traffico. Nel noleggio sono inoltre inclusi carburante, assistenza stradale, Kasko e PAI (Personal Accident Insurance), copertura furto e incendio, tagliandi, manutenzione e pulizia. E i costi? GuidaMi richiede 120 euro l'anno per una tessera Family e 50 per un periodo di prova di 3 mesi, ma ci sono anche convenzioni che permettono a chi ha già un abbonamento annuale Atm (come molti giovani a Milano) di dimezzare l'esborso. Le tariffe variano in base alla tipologia d'auto noleggiata, al tempo di utilizzo (minimo un'ora, ma si va anche a giorni) e ai chilometri percorsi: per le auto della flotta GuidaMi utilizzabili dai neopatentati (Citroen C3, Fiat 500, Fiat Panda, Fiat Punto Evo, Fiat Grande Punto e Peugeot 207), si va dai 2,20 euro l'ora e 45 centesimi al chilometro, a 2,40 euro l'ora e 55 centesimi al chilometro.

L'espansione e i privati. Presto, a Milano potrebbero sbarcare altri servizi: il Comune, infatti, ha da poco bandito un avviso pubblico per aprire il mercato del car sharing ai privati, e si vocifera già di un interesse da parte di Car2Go (del Gruppo Daimler) e dell'americana Zipcar. D'altronde, proprio Car2Go ha presentato il proprio servizio (su Smart Fortwo) allo scorso Motor Show di Bologna: per ora è attivo in Paesi come la Germania e gli Usa, ma anche Austria, Inghilterra e Francia: l'Italia potrebbe essere la prossima tappa.

Redazione online

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