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Auto elettriche e plug-in
Incentivi dimezzati (ma retroattivi) per il noleggio

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Incentivi dimezzati (ma retroattivi) per il noleggio
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Fondi dimezzati per le auto a noleggio e retroattività del bonus per le imprese che operano nella locazione. Sono queste le due ultime novità che emergono dal testo del decreto del presidente del consiglio dei ministri sui contributi all’auto datato 4 agosto e firmato dai quattro ministri competenti, che nelle prossime settimane dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. A oggi, però, non è del tutto chiaro a che cosa esattamente si riferisca il 50% destinato all’autonoleggio di cui parla il Dpcm. Secondo alcuni addetti ai lavori, il riferimento sarebbe all’entità dei singoli bonus, che, dunque, risulterebbero dimezzati rispetto a quelli destinati ai privati (da 3 mila a 1.500 euro per le auto elettriche e da 2 mila a 1.000 per le plug-in); secondo altri, invece, il Dpcm, in quel passaggio, si riferirebbe al fondo - ossia alla somma complessivamente stanziata dallo Stato - che, dunque, per metà sarebbe riservato ai consumatori e per l’altra metà alle imprese, con contributi uguali per entrambi i soggetti. Ciò, peraltro, coerentemente con il comunicato stampa con cui il ministero dello Sviluppo economico, il 5 agosto scorso, aveva annunciato il varo della misura, parlando di “estensione (degli incentivi, ndr) alle persone giuridiche che noleggiano le autovetture”. Sarà lo stesso ministero di via Veneto, nei prossimi giorni, a chiarire i dubbi.

Contributi retroattivi? L’altra novità del testo è la probabile retroattività di questo provvedimento. In teoria, salvo diverse disposizioni che potrebbero essere contenute in un successivo decreto dirigenziale del ministero dello Sviluppo economico, il bonus potrà essere ottenuto dalle società di noleggio per tutti i contratti d’acquisto firmati a partire dal 16 maggio, data di entrata in vigore del decreto originario. Anche su questo punto, però, è atteso un chiarimento ufficiale.

Extrabonus per i redditi medio bassi. Il provvedimento conferma comunque le anticipazioni annunciate nelle scorse settimane, a partire dall’incremento del 50% del bonus previsto per le vetture elettriche e per le plug-in “nel caso in cui l'acquirente abbia un indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 30 mila euro”. Dunque, chi ha un Isee al di sotto di questa cifra potrà ottenere, rispettivamente, 4.500 e 3 mila euro, cui potranno aggiungersi 3 mila euro di extra bonus rottamazione. Con una limitazione, però: il contributo aggiuntivo del 50% legato al reddito Isee sarà concesso a una sola persona del nucleo familiare.

Bonus wall box per i privati. C’è poi il contributo alle “infrastrutture di potenza standard per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica da parte di utenti domestici”: lo Stato si farà carico dell’80% del prezzo di acquisto e posa in opera di una wallbox nel limite massimo di 1.500 euro per persona fisica. In pratica, se l’acquisto e l’installazione costeranno fino a 1.875 euro, il contributo sarà pari all’80% della spesa; se, invece, il conto dell’operazione supererà questa cifra, il bonus sarà pari, in ogni caso, a 1.500 euro. Nel caso in cui, invece, la colonnina sia installata nelle parti comuni di condomini, il limite, fermo restando il tetto dell’80%, sale a 8 mila euro. A questa iniziativa, al momento limitata al 2022, lo Stato ha destinato 40 milioni di euro.

Scendono i fondi per elettriche e plug-in. L’introduzione del contributo alle colonnine e, quindi, la necessità di prevedere uno specifico fondo nell’ambito dei 650 milioni di euro stanziati per il 2022, ha costretto i ministri a rimodulare la ripartizione dei singoli fondi. Che, adesso, sono così suddivisi: 200 milioni per le auto con emissioni di CO2 0-20 g/km (prima erano 220), 205 milioni alle 21-60 g/km (prima erano 225), 170 alle termiche e ibride 61-135 g/km (comunque già esauriti lo scorso 13 giugno), 10 milioni a ciclomotori e moto non elettrici (anch’essi esauriti), 15 milioni a ciclomotori e moto elettrici (pure esauriti), 10 milioni ai veicoli commerciali (attualmente ne sono disponibili ancora 9,2 milioni) e, appunto, 40 milioni alle colonnine per privati e condomini.

Meno risorse per il car sharing. Nulla cambia, invece, per i veicoli elettrici e plug-in acquistati per finalità commerciali dalle imprese che operano nel car sharing (con vincolo del mantenimento della proprietà per 24 mesi), per i quali è previsto lo stesso contributo destinato ai privati nel limite del 5% dei rispettivi fondi. La riduzione di queste due dotazioni, però, fa scendere il fondo car sharing nella fascia 0-20 a 10 milioni (prima erano 11) e a 10,25 milioni quello per le plug-in (prima erano 11,5).

In vigore tra qualche giorno. Nulla si sa, infine, sull’entrata in vigore di queste novità. Come accennato all’inizio, il Dpcm è datato 4 agosto 2022, ma, come accaduto al precedente decreto, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale deve passare il vaglio della Corte dei conti. Il Dpcm del 6 aprile fu pubblicato sulla G.U. 40 giorni dopo la sua approvazione, il 16 maggio. Dunque, è possibile che per vedere operative queste novità si debba aspettare ancora un paio di settimane.

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