Motus-E, l'associazione per la mobilità elettrica, ha pubblicato il consueto report trimestrale sulla crescita dell'infrastruttura di ricarica nel nostro paese. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati installati 5.206 nuovi punti di ricarica, che porta a oltre 78.000 quelli complessivi (12.261 negli ultimi 12 mesi).
Crescono le HPC
Tra le nuove colonnine, sono in aumento in particolare quelle ad alta e altissima potenza: negli ultimi 12 mesi il 64% dei punti posati è di questo tipo, a fronte del 50% dell'anno precedente. Sempre più fornite le autostrade: qui le colonnine sono ormai 1.461, contro le 942 di marzo 2024 e le 559 del 2023), e di queste il 61% supera i 150 kW di potenza. Secondo Motus-E, ormai la metà delle aree di servizio è dotata di postazioni di ricarica. Sul territorio, la Lombardia rimane la regione con più colonnine (17.143, +3.837 negli ultimi 12 mesi), seguita da Piemonte (7.574, +1.223), Veneto (7.413, +1.382), Lazio (6.985, +945) ed Emilia-Romagna (6.366, +1.141).
Calano le colonnine "spente"
Diminuiscono anche le stazioni installate ma in attesa di collegamento alla rete elettrica: dal 14,9% scendono al 12,9%. "Un passo avanti importante", sottolinea l'associazione, che "non può tuttavia mettere in secondo piano l’urgenza di snellire le procedure autorizzative e di intervenire sui tempi di collegamento da parte dei distributori locali".
"Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo tutto italiano nell’adozione dei veicoli elettrici", osserva il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese. Un processo per il quale non è più rinviabile un reale coordinamento tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti". Pressi auspica quindi un "segnale da parte del presidente dell'ANCI, Gaetano Manfredi, per rilanciare la collaborazione con le amministrazioni locali"
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