La Renault ha svelato aspetto e caratteristiche di quello che sarà il suo motore per la Formula 1 del 2014, stagione che vedrà una vera rivoluzione regolamentare dal punto di vista dei propulsori. Svelato, naturalmente, si fa per dire, perché tutti i costruttori impegnati nella realizzazione delle nuove unità (oltre alla Casa francese, la Mercedes e la Ferrari) tengono ben stretti i segreti di quelle che saranno le soluzioni definitivamente adottate per il prossimo Mondiale. Così, alla fine, al di là delle immagini piuttosto vaghe fin qui diffuse, l'occasione è buona almeno per un "ripasso" delle molte novità che vedremo in pista fra circa un anno.
Cambia tutto. Iniziamo dall'architettura dei propulsori: gli attuali V8 da 2.4 litri vanno in pensione, sostituiti da una nuova generazione di V6 da 1.6 litri, sovralimentati mediante turbocompressore e limitati a un regime massimo di rotazione di 15.000 giri/min. Ma l'innovazione più significativa è l'adozione, oltre al Kers (ovvero a un sistema di recupero dell'energia cinetica che si sviluppa in frenata), di un ulteriore sistema che sfrutta i gas di scarico per incrementare la potenza del motore. Un motore-generatore elettrico, infatti, sarà infatti collegato all'albero della turbina che potrà accelerare immediatamente il compressore, eliminandone il ritardo di risposta e accrescendo la quantità d'aria che entra nei cilindri. Ma la stessa macchina elettrica è in grado, frenando il turbo, di produrre energia elettrica, da immagazzinare nelle batterie e utilizzare nel Kers.
Sfida complessa. Il sistema è di per sé complicato, ma a tutto questo dobbiamo aggiungere ulteriori vincoli regolamentari: la Fia, infatti, con l'intento di tagliare di circa il 30% i consumi di questi motori a parità di prestazioni, ha introdotto un limite alla quantità massima di carburante che le monoposto potranno imbarcare (140 litri) e della portata massima del carburante (140 litri/ora). Inoltre, ogni vettura potrà utilizzare 5 motori a stagione (4, dal 2015) senza incorrere in penalizzazioni sulla griglia di partenza della gara successiva. Un vero rompicapo per i progettisti, che affrontiamo nei dettagli sul numero di marzo di Quattroruote, con un approfondimento condotto con i tre responsabili dei progetti (Pier Jean Tardy per la Renault, Luca Marmorini per la Ferrari e Andy Cowell per la Mercedes).
L'obiettivo Renault. Sul tema Rob White, vicedirettore generale di Renault Sport F1 e responsabile della parte tecnica, aggiunge che "migliorare il rendimento energetico di un motore significa fare in modo che sia in grado di restituire meccanicamente alle ruote e riutilizzare il massimo di energia che ha incamerato tramite la combustione del carburante; questo è l'obiettivo del nuovo regolamento, ovvero aumentare il rendimento energetico della combustione tramite il downsizing del motore, la sovralimentazione e il doppio recupero dell'energia dei gas di scarico e di una parte dell'energia cinetica dispersa dai freni sotto forma di calore, per reiniettarla elettricamente". Scopi che la Renault ritiene coerenti con la propria filosofia aziendale, secondo la quale la F.1 deve essere più vicina alla produzione di serie, più spettacolare, più efficiente nella gestione dell'energia e più attenta ai controlli dei costi.
Emilio Deleidi
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