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Honda
Confermata la chiusura della fabbrica inglese di Swindon

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La Honda ha confermato la decisione di chiudere lo stabilimento inglese di Swindon il giorno dopo le indiscrezioni che hanno aumentato le incertezze sul futuro delle produzioni automobilistiche nel Regno Unito a causa della Brexit. La chiusura viene comunque attribuita alla necessità di varare un'ampia riorganizzazione delle attività produttive internazionali per effetto dei "cambiamenti senza precedenti" in atto all'interno del settore e i vertici aziendali escludono legami con le conseguenze dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

Swindon chiude nel 2021. La ristrutturazione, hanno spiegato da Tokyo, è stata avviata "mentre la la Honda accelera il suo impegno per le auto elettrificate, in risposta ai cambiamenti senza precedenti nel settore automobilistico globale. Le importanti sfide dell'elettrificazione vedranno il costruttore rivedere le attività di produzione globali per concentrarle nelle regioni in cui si prevede di avere elevati volumi". Pertanto la Casa ha informato i dipendenti inglesi della sua decisione di chiudere lo stabilimento di Swindon nel 2021, ossia alla fine del ciclo di vita degli attuali modelli in produzione, la Civic e la Civic Type R. L'impianto, dove si assemblano motori dal 1989 e automobili dal 1992, produce attualmente 150.000 auto all'anno destinate a 70 Paesi del mondo e impiega direttamente circa 3.500 persone (altre 3.500 lavorano nell'indotto). La ristrutturazione non riguarda invece il personale della sede europea della Honda, che continuerà a essere localizzata nel Regno Unito e a servire i clienti del Vecchio Continente. 

Nessun legame con la Brexit. La Casa nipponica ha inoltre fatto presente che il ruolo dell'Inghilterra (Swindon è quasi a metà strada tra Bristol e Londra) come hub produttivo globale potrebbe non essere più sostenibile, ma ha escluso legami con l'uscita del Regno Unito dalla Ue. "Non si tratta per noi di un problema correlato alla Brexit: questa decisione è stata presa sulla base di cambiamenti globali", ha dichiarato alla Bbc il vicepresidente senior per l'Europa, Ian Howells. "Anche se siamo stati molto chiari sulla nostra posizione in merito alla Brexit, abbiamo sempre visto questo problema come un qualcosa che riusciremo ad affrontare". Howells ha comunque messo in chiaro l'intenzione della Honda di concentrare i suoi investimenti in Cina, Giappone e Stati Uniti. A tal proposito, è previsto l'avvio della produzione della Civic in Nord America. 

Stop alla produzione della Civic anche in Turchia. Del resto, la ristrutturazione riguarderà anche la Turchia con la decisione di fermare, sempre nel 2021, la produzione locale della Civic. Lo stabilimento interessato, sito a Kocaeli, non lontano da Istanbul, impiega attualmente circa 1.100 dipendenti. 

Accelerazione sull'elettrificazione. Il riassetto della rete produttiva è dunque legato alla necessità di imprimere una svolta verso le motorizzazioni alternative. "Alla luce dei cambiamenti senza precedenti che stanno interessando il nostro settore, è fondamentale accelerare la nostra strategia di elettrificazione e ristrutturare di conseguenza le nostre attività globali", ha affermato Katsushi Inoue, presidente della Honda Motor Europe. In tale contesto rientra una revisione dei target di mercato riguardanti le auto a elettroni: due terzi delle vendite dovranno riguardare modelli elettrificati entro il 2025 e non più entro il 2030.

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