Industria e Finanza

Produzione di asfalto
Lavori stradali in ripresa

Produzione di asfalto
Lavori stradali in ripresa
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Il 2021 sta facendo segnare una forte ripresa nella produzione di conglomerato bituminoso, ovvero di asfalto: un segnale importante, perché strettamente correlato allo stato di manutenzione delle strade italiane. I dati, resi noti in occasione di Asphaltica, il salone dedicato alle soluzioni per le pavimentazioni stradali che si tiene in questi giorni alla Fiera di Verona, parlano di una quota di 35 milioni di tonnellate, la più alta degli ultimi 10 anni, con una crescita del 10% sul 2020 e addirittura del 57% rispetto a 5 anni fa. Nel solo mese di settembre del 2021, inoltre, la produzione di bitume ha fatto segnare un incremento del 24% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quando le attività erano parzialmente ripartite dopo il lungo lockdown imposto dalla prima ondata della pandemia di Covid-19.

Manutenzione. Per il settore dei lavori stradali, dunque, si prospetta un ritorno ai livelli precedenti la crisi, che aveva toccato la sua punta massima nel 2016, quando la produzione di asfalto era stata soltanto di 22,3 milioni di tonnellate. In termini economici, quest'anno il valore della produzione potrebbe avvicinarsi ai 3 miliardi di euro, con un incremento del 13% rispetto al 2020. I riflessi positivi si misurano anche in termini di occupazione: il numero degli addetti direttamente coinvolti nel settore sta risalendo lentamente verso le 35 mila unità, dopo aver toccato i minimi nel 2017 e 2018 con 31 mila lavoratori. Gli impianti nel nostro Paese sono ora circa 400, contro i 380 dei momenti più difficili. Se si considera l’intero indotto del settore, però, i posti di lavora arrivano ad ammontare a circa mezzo milione.

Prospettive incerte. Quanto al prossimo futuro, come ha sottolineato ad Asphaltica Michele Turrini, presidente della Siteb (l’associazione delle aziende del settore, i fondi messi in campo dal Pnrr, pur se destinati ad altre infrastrutture, "potrebbero fare da volano per una ripresa anche di questi investimenti, tanto da far ipotizzare, per il mercato relativo alla produzione di conglomerato bituminoso, un valore intorno ai 40 milioni di tonnellate". C’è, però, una grossa incognita, quella relativa all’aumento del costo delle materie prime, che ha raggiunto livelli mai toccati in precedenza: un problema che, secondo Turrini, "potrebbe vanificare tutti gli sforzi finora compiuti per il rilancio". Anche perché, sottolinea il presidente della Siteb, "il settore delle costruzioni pubbliche (quindi anche quello di gran parte delle strade, ndr) non è soggetto alla revisione prezzi, quindi le imprese non possono chiedere un aggiornamento sui costi di materiali come acciaio, cemento e bitume che hanno subito, nel corso dell’anno, aumenti imprevedibili". Un allarme già lanciato su questo sito da Roberto Impero, titolare di un’importante azienda italiana nel settore delle barriere metalliche di sicurezza, per una congiuntura che potrebbe avere riflessioni negativi importanti sulla sicurezza stradale.

COMMENTI

  • Il problema delle nostre strade non è tanto l'asfalto ma gli strati dei materiali che lo sostengono, se questi sono di scarsa qualità e non vengono posati a regola d'arte l'asfalto non riesce a resistere a lungo agli agenti atmosferici e alle sollecitazioni giornaliere. Chiedetevi perché l'asfalto autostradale si mantiene più a lungo, le risposte le avrete analizzando metodi e materiali utilizzati.
  • Come ho visto in questi giorni di pioggia, grazie al mio lavoro che faccio, ho avuto modo di assistere alla rappezzatura delle buche fermandosi in prossimità, si mette un po’ di asfalto, una schiacciata con il badile e la buca non c’è più. Fino alla prossima pioggia. Complimenti
  • E dove sta il problema, alla prima pioggia si creano buchi nell’asfalto, segno che qualcosa non funziona. Risparmieranno ancora di più. Tasse alte e in cambio servizi da terzo mondo in tutti i settori.