Antonio Filosa assumerà l'incarico di amministratore delegato del gruppo Stellantis il 23 giugno e ad attenderlo ci sono mesi molto complicati. Il manager napoletano, al pari di tutti i suoi omologhi al vertice dei maggiori costruttori automobilistici, dovrà gestire problemi esterni ed interni: ecco le sfide, tante e variegate, che dovrà fronteggiare il successore di Carlos Tavares.
Dazi. La questione più spinosa, almeno al momento, è il neoprotezionismo americano: i dazi di Donald Trump stanno generando volatilità e, soprattutto, aumentando l'incertezza, un fattore sempre negativo per la definizione delle strategie di qualsiasi azienda.
I mercati. La questione delle tariffe doganali ha un impatto anche sulle politiche commerciali per ogni singolo mercato. Da questo punto di vista, Stellantis ha già cambiato passo rispetto alla gestione aTavares: a febbraio, è stato avviato un rimpasto manageriale volto a "semplificare" l'organizzazione e, ancor più, a conferire maggior autonomia alle singole regioni operative.
I marchi. Il rimpasto ha riguardato anche i vari marchi del gruppo. In tal senso, Filosa dovrà cercare di risolvere alcune criticità lasciate in eredità da Tavares, tra cui le sovrapposizioni di mercato e la mancanza di una chiara identità distintiva tra i brand.
Maserati. Ovviamente, quando si parla di marchi non si può non affrontare il tema Maserati. Al nuovo Ceo toccherà ridare slancio al Tridente, in crisi anche per la mancanza di una chiara strategia di posizionamento e di investimenti adeguati.
Piattaforme e modelli. Filosa dovrà anche mettere mano al piano prodotto e alle relative piattaforme. Negli ultimi mesi il gruppo ha rivisto le sue strategie di elettrificazione: il focus è stato nettamente spostato dalle elettriche alle ibride e, pur con qualche difficoltà, sono stati già raggiunti alcuni risultati (ad aprile è stata conquistata la leadership europea proprio tra le ibride).
Il Piano Italia. Il discorso dei prodotti e delle piattaforme ha, evidentemente, un riflesso sulle attività industriali, in particolare italiane. Il Piano per l'Italia ha già fornito delle indicazioni chiare sui propositi dell'azienda per le fabbriche nel nostro Paese, ma i sindacati chiedono nuove assegnazioni per aumentare i volumi e fornire maggiori garanzie sul futuro degli impianti. A breve, comunque, dovrebbe arrivare un aggiornamento del Piano che potrebbe anche riservare delle novità, in particolare per Maserati.
Le politiche europee. Filosa dovrà anche affrontare i problemi connessi con le politiche ambientali dell'Unione Europea. Stellantis ha già fatto un passo indietro rispetto all'epoca Tavares, rientrando nell'Acea e allineandosi alle posizioni degli altri costruttori nel chiedere una revisione delle attuali normative.
I rapporti con gli stakeholder. Infine, il nuovo amministratore delegato dovrà proseguire lungo il percorso già intrapreso negli Stati Uniti. Negli States, Filosa è stato capace di ricucire i rapporti con concessionari, sindacati e i fornitori che Tavares aveva portato alla rottura: ora dovrà fare lo stesso anche in altri importanti Paesi europei, a cominciare da Francia e Italia, dove il presidente John Elkann si è già speso per migliorare le relazioni soprattutto con il mondo della politica.
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