Il 2007 sarà un anno cruciale per il futuro del gruppo Volkswagen. Si sta infatti profilando una battaglia senza esclusione di colpi tra il land della Bassa Sassonia e la Porsche per il controllo della Casa tedesca.
La Bassa Sassonia, guidata dal cristiano-democratico Christian Wulff, è appoggiata pienamente dal governo Merkel che si oppone strenuamente al cambiamento della golden share, la cosiddetta "legge VW" che le assicura il controllo del Gruppo impedendo a qualsiasi azionista di esercitare diritti di voto superiori al 20%, indipendentemente dalla quota di capitale posseduta.
La Porsche è ormai salita al 27,4% di quota del capitale Volkswagen e punta ad arrivare presto al 29,9%.
Per superare la fatidica soglia del 30% si appoggia alla Commissione europea che ha chiesto alla Corte di Giustizia del Lussemburgo di modificare la golden share. La prima e unica udienza per dirimere la questione si è già tenuta, ma una decisione è attesa solo tra qualche mese. Secondo il "Financial Times",
Christian Wulff ha già previsto per gennaio un incontro per convincere gli investitori istituzionali tedeschi a dargli man forte nella battaglia contro Porsche.
Quest'ultima però si sente superiore per l'alleanza tra il suo presidente Wendelin Wiedeking e quello che rimane il gran capo di Wolfsburg, Ferdinand Piëch, che ha appena detronizzato Bernd Pischetsrieder per lasciare campo libero a uno dei suoi "delfini", Martin Winterkorn.
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