Percorso
Partite da Ortisei e, superata Selva di val Gardena, raggiungete il bivio per il passo Gardena (è sempre meglio verificare in precedenza l'apertura del passo, e non dimenticare le catene, anche nelle stagioni intermedie). Superato il passo, inizia la discesa che, in una sequenza serrata di tornanti, vi condurrà a Corvara. Da qui imboccate la ex strada statale 244 di val Badia (Ss 244), ora strada provinciale 244 della val Badia (Sp 244), che attraversa tutta la valle, e oltrepassate a La Villa, Pedraces e altre località fino a immettervi sulla strada provinciale 49 della Punteria, e raggiungere così la vostra meta, Brunico.

Cosa vedere
L'itinerario parte già in quota da Ortisei, una delle perle delle Dolomiti a 1234 metri di altitudine, e che si raggiunge facilmente dalle uscite Bolzano Nord e Chiusa dell'autostrada del Brennero. Il capoluogo della val Gardena, ai piedi dei massicci delle Odle e del monte Rasciesa, è uno dei 18 comuni che formano la Ladinia, cioè la parte delle Dolomiti dove soo ancora forti la tradizione, la cultura e la lingua ladina. Non mancano infatti le Cësa di Ladins, le antiche case ladine, affrescate e con gli erker, le tipiche finestre sporgenti. In una di queste ha sede il Museo della valle che ospita opere di pittura e scultura locali e reperti archeologici e geologici dell'area. La parrocchiale è la chiesa di San Udalrico, costruita in stile barocco (ampliata all'inizio del XX secolo). La chiesa di Sant'Antonio, vicino alla piazza principale, è invece in stile romanico. A piedi o con la telecabina si può raggiungere la vicina San Giacomo – l'omonima chiesa è ritenuta la più antica della valle – da dove si gode il panorama del Sassolungo, gruppo montuoso che si trova tra la val Gardena e la val di Fassa. Si prosegue poi al centro della vallata verso Santa Cristina, dove si può visitare la cappella di Santa Cristina, con un campanile del XII secolo e un altare barocco. Nei pressi dell'abitato, al limitare di un bosco ai piedi del Sassolungo, c'è il castel Gardena, il cui nome originario era "Fischburg" ovvero "castello della pesca", per via dei numerosi laghetti che erano stati creati per allevare trote e dilettarsi nella pesca.
Selva di val Gardena, alla testa della valle, è punto di partenza per escursioni nel parco naturale Puez Odle, un'area delimitata a ovest dalla valle Isarco, a nord dalla val Pusteria, a est dalla val Badia e a sud dalla val Gardena. Bastano poi pochi chilometri per uscire dal centro e salire: a Plan de Gralba si toccano i 1780 metri, e iniziano i primi tornanti. Corvara è una località turistica ai piedi del Sassongher. La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Caterina custodisce affreschi tardogotici (del XV secolo) e dipinti di scuola danubiana. Si può anche salire in seggiovia al Col Alto, per ammirare più da vicino il Sella, la Marmolada, il gruppo del Fanes. Da La Villa si raggiunge San Martino in Badia, con castel Torre e il suo imponente torrione centrale quadrato. La valle prosegue fra boschi di conifere. Nella parrocchiale di San Lorenzo di Sebato, allo sbocco della val Pusteria, si ammirano grandi sculture di legno.
Arrivati a Brunico, capoluogo della Pusteria, si può fare una passeggiata nel centro storico, fra case gotiche con insegne in ferro battuto e timpani merlati. Il paese venne fondato dal principe vescovo Bruno von Kirchberg che, nel 1251, stabilì qui la sua residenza estiva. A lui si deve il castello che domina la città, il cui cortile interno preserva ancora alcuni stemmi affrescati. Le mura e il fossato vennero invece terminate dal vescovo Albert von Enn. Il museo Civico ospita un altare a portelle del 1500, un Martirio di Santa Caterina di Friedrich Pacher e diverse incisioni di Albrecht Dürer. Tra le chiese spicca quella quattrocentesca del Salvatore alle Orsoline che sorge direttamente sulla cinta muraria del borg,o tanto che uno dei tre accessi era costituito proprio dalla porta torre delle Orsoline, affrescata da Giovanni da Brunico.

Facili da gustare, difficili da dire
Verdure, latte, patate, fave, spinaci, funghi, mirtilli, lamponi. Ingredienti semplici di piatti difficili da pronunciare: cancì checi (tortelli ripieni di magro), crafuns mori (sfoglie fritte ripiene di sugo), tultres (frittelle ripiene), balotes (canederli in brodo), gnoch da zigher (gnocchi al formaggio di capra), panicia (minestra d'orzo), feies da soni (sfoglie di patate con i crauti. Senza contare tradizioni gastronomiche ladine: un viaggio nel viaggio.