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Mercato italiano
Si chiude l'anno con una crescita a doppia cifra

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Il mercato italiano dell'auto ha chiuso il 2016 in netto rialzo rispetto al 2015, con 1.824.968 unità immatricolate, pari a una crescita del 15,8%. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mese di dicembre ha toccato quota 124.438 unità, con un buon +13,1% sullo stesso mese dell'anno precedente. Un ottimo risultato a mezzo secolo esatto (era il 31 dicembre 1966) da quando nel nostro Paese veniva per la prima volta superato il milione di immatricolazioni.  

Gruppi. Dicembre è stato un ottimo mese per tutti i principali costruttori, con pochissime eccezioni. Il Gruppo FCA ha registrato 37.143 immatricolazioni (+14,63% a dicembre, +18,51% nel 2016), con ottimi risultati per l'Alfa Romeo (2.991 unità, +40,95% a dicembre e un consuntivo 2016 in crescita del 19,21%) e per la Jeep (3.010, +21,91%, +35% da inizio anno). Bene anche la Fiat con 26.567 unità, il 12,88% in più sullo stesso mese del 2015 (+ 21,13% nel 2016). Anche il Gruppo Volkswagen ha messo a segno un ottimo mese grazie a 16.694 immatricolazioni (+30,74%, + 13,05% sui 12 mesi). Sono andate bene l'Audi (3.608 unità, +44,67% a dicembre, + 16,65% nel 2016) e la Skoda (1.647, +65,20% e +28,07% nel 2016), seguite dalla Seat (1.312, +29,39% e + 3,38% nei 12 mesi) e dalla Volkswagen (10.124, +22,57% a dicembre e +16,78% nel 2016). Il Gruppo Renault ha registrato 11.322 consegne (+1,76% a dicembre, + 19,76% da inizio anno), precedendo di poco il Gruppo PSA (10.912, +4,95% a dicembre e + 10,67% nel 2016) e Ford (7.384 unità, +10,29% a dicembre e + 13,68% nei 12 mesi). A seguire, il Gruppo Hyundai (6.695, +13,38% a dicembre e + 18,95% nei 12 mesi), che ha preceduto la GM (con 6.122 unità, +18,67% e +6,42% nel 2016), il Gruppo Daimler (6.629, +39,50% e + 19,09% nell'anno) e il Gruppo BMW, in calo dell'9,89% a 5.211 unità, a causa del -32,68% fatto registrare dalla Mini nell'ultimo mese. Per il Gruppo, comunque, l'anno si conclude con un buon + 17,41% (+20,25% per la BMW e +10,99% per la Mini). Chiudono la classifica il Gruppo Toyota (5.632 immatricolazioni, +6,12% a dicembre e + 9,40% da inizio anno), il Gruppo Nissan (3.409, -6,17% e -1,55% nei 12 mesi) e il Gruppo Jaguar Land Rover (1.224, +5,43% con un ottimo + 35,38% sui 12 mesi).

Privati e società. Per quanto riguarda i canali di vendita, la quota dei privati, scesa al 61,8% del totale, è la più bassa di sempre. Bene, invece, le immatricolazioni a società, che hanno dato un forte impulso al mercato di dicembre: +40,2% (+27,7% da inizio 2016), grazie al contributo del superammortamento. Buoni risultati anche per il canale noleggio, che ha chiuso l'anno con un +16,6% e una quota che si conferma al 19,8% del totale, soprattutto per merito di quello a lungo termine.

Top ten. Anche a dicembre la Fiat Panda è stato il modello più venduto, con 9.929 immatricolazioni. Seguono, ben più staccate, la Lancia Ypsilon (4.325 unità) e la Renault Clio (3.411). La top ten prosegue con le Fiat 500 (3.364 vetture), 500X (3.327) e 500L (3.028), davanti a Volkswagen Polo (2.836), Fiat Tipo (2.781) e Volkswagen Golf (2.695). Chiude il gruppo la Jeep Renegade (2.545). Per quanto riguarda le immatricolazioni per alimentazione, l’anno conferma un incremento delle vendite dei carburanti tradizionali intorno al 20%: +19,7% per il diesel e +21,8% per la benzina. Calano, invece, Gpl e metano, rispettivamente, del 15,4 e di oltre il 30%, mentre continua l’ascesa delle ibride: +48,1%. Per concludere, i trasferimenti di proprietà di auto in dicembre sono scesi del 5,1% a 397.212 unità, al lordo delle minivolture. Il consuntivo da inizio anno, con 4.721.576 trasferimenti, indica un incremento del 2,9% sul 2015.

Le previsioni per il 2017. "Anche quest’anno - ha dichiarato Massimo Nordio, presidente dell’Unrae - il settore automotive ha portato un contributo determinante ai consumi interni e al recupero, seppur ancora lento, dell’economia nazionale. Guardando al 2017 esiste ancora l’opportunità di tenere stimolata una crescita che, al momento, appare contenuta. Il confronto con un 2016 di performance robuste e un certo anticipo nella domanda del settore società si rifletterà negativamente sui primi mesi del 2017, influenzando la domanda totale".

Redazione online

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