L’auto elettrica è sugli scudi: è ecologica, è trendy, è incentivata. Ma non è per tutti. Non solo per il prezzo d’acquisto più alto di quello di una corrispondente versione tradizionale, ma anche perché è essenziale avere la possibilità di ricaricarla durante la notte, a casa, o di giorno al lavoro. Ammesso che ciò sia possibile, resta comunque da capire se l'auto elettrica faccia al caso proprio. Se un grande viaggiatore difficilmente abbandonerà la sua diesel, un automobilista da 10-20.000 km all'anno potrebbe finire per scegliere tra un modello a benzina (o un ibrido, anche plug-in) e un'elettrica. In ogni caso, si devono fare bene i conti e valutare i vantaggi e degli svantaggi di entrambe le soluzioni. Per questo, abbiamo messo a confronto la Kia Niro ibrida e la Opel Corsa a benzina con le loro omologhe versioni a batteria, analizzando nel dettaglio tutti i costi legati al possesso della vettura per cinque anni, con una percorrenza di 60.000 km. Per i calcoli abbiamo considerato, come proprietario dell'auto, un cinquantenne, maschio, con lavoro dipendente, residente a Milano.

Listino più caro, ma... A prima vista, l'elettrica non conviene. Il prezzo d'acquisto, infatti, è decisamente superiore a quello della versione tradizionale di potenza paragonabile: nel caso della Kia, la 1.6GDI Dct Hev Style costa 28.750 euro, mentre per la e-Niro 64 kWh Style si devono sborsare 38.130 euro (già detratti gli incentivi, senza rottamazione). Nel caso della Opel, la Corsa 1.2 130 CV aut. GS line ha listino di 21.800 euro, contro i 27.480 (sempre al netto degli incentivi) della Corsa-e di pari allestimento. Andando oltre al mero listino si scopre però che il maggior esborso iniziale viene in gran parte compensato dai minori costi d'uso. Dalla tassa di possesso (le EV ne sono esentate per almeno cinque anni) all'assicurazione (spesso le auto a batteria beneficiano di premi inferiori di quelle normali), i risparmi sono consistenti, per non parlare della manutenzione, che sulle EV è assai più semplice e meno onerosa: non ci sono i cambi olio, che rappresentano una voce di costo pesante, e neppure cinghie, filtri e ricambi vari, che rendono indigeste le fatture dei tagliandi (per le quali abbiamo considerato una manodopera di 50 euro/ora). Nel caso della Kia il costo della manutenzione scende dai 1.110 euro dell’ibrida ai 634 dell’elettrica, mentre per la Opel il divario è più ampio: 1.322 per la 1.2 a benzina e solo 418 euro per quella elettrica. Il risparmio più consistente viaggiando a batteria è però quello per le ricariche, assai meno costose dei rifornimenti di benzina. Tenendo conto del consumo effettivo misurato nel corso delle nostre prove, in 60.000 km si passa da 4.814 a 2.195 euro per la Niro e da 6.654 a 2.009 euro per la Corsa. Un taglio del 55% nel primo caso e del 70% nel secondo. Va precisato che questo è il massimo divario ottenibile, visto che abbiamo considerato che le ricariche vengano effettuate tutte con la corrente domestica e ipotizzando un costo del chilowattora di 20 centesimi. Se invece si ricorre alle colonnine pubbliche o si paga di più l'energia, il risparmio si assottiglia. Infatti, nell'ipotesi di utilizzo delle prese stradali a corrente alternata, la Niro quasi pareggia i costi (4.814 euro a benzina e 4.390 a corrente), mentre la Corsa-e mantiene un buon margine (2.636 euro in meno rispetto alla versione a benzina). Tornando all'energia a 20 centesimi e considerando anche il valore residuo dell'auto e il costo di un treno di pneumatici, alla fine dei cinque anni di possesso la e-Niro costerebbe complessivamente 29.409 euro contro i 27.615 della versione ibrida. La Corsa a batteria, invece, risulta più conveniente del modello tradizionale: dopo 60 mesi e 60.000 km, il risparmio è superiore a 4.400 euro, dato che la spesa complessiva scende dai 26.769 euro di quella a benzina ai 22.332 di quella elettrica.

Non è solo questione di soldi. Anche l'automobilista più razionale e attento ai costi, però, non bada soltanto a quanto spende o risparmia con un'elettrica: contano, e parecchio, anche prestazioni e praticità d'uso. Per quanto riguarda le prime, le auto a corrente non deludono, anzi: grazie all'immediata erogazione di coppia quando si affonda l'acceleratore, sono assai appaganti. I numeri sono interessanti: nei nostri confronti sono molto equilibrati per la Corsa e più vantaggiosi per la e-Niro rispetto alla ibrida, che ha un'indole paciosa. Per dire, nello 0-100 la Corsa-e impiega 8,4 secondi e la 1.2 130 CV solo tre decimi in più, mentre la e-Niro richiede 7 secondi netti contro gli 11,1 della ibrida. Il confort acustico, poi, alle basse velocità è in genere migliore, per via della silenziosità del motore, mentre quando l’andatura aumenta i fruscii aerodinamici e il rotolamento dei pneumatici prendono il sopravvento: per esempio, la Corsa a benzina si comporta meglio di quella elettrica. Sullo sconnesso le sospensioni della Kia e-Niro sono più rigide di quelle della ibrida, mentre la Corsa-e è più comoda di quella a benzina.

Pazienza nei lunghi viaggi. Il capitolo della fruibilità è più articolato. Dal punto di vista dell'abitabilità, con un’elettrica si può essere costretti a qualche sacrificio in termini di capienza del bagagliaio, come nel caso della e-Niro, che perde dieci centimetri in altezza del vano rispetto alla ibrida, o invece disporre della medesima capacità di carico (succede con la Corsa), fino a beneficiare di maggior spazio per persone e bagagli, se il modello è nato su una piattaforma dedicata alla motorizzazione elettrica (come la Volkswagen ID.3 rispetto alla Golf). Ciò che cambia veramente, nell'esperienza d'uso della vettura, è la fruibilità nei lunghi viaggi. Siamo abituati a poter contare sempre e comunque sulla nostra auto, senza dover badare troppo alla quantità di benzina o di gasolio nel serbatoio. Sappiamo, infatti, che anche nel cuore della notte basta fermarsi a un self-service e in pochi minuti si riparte con il pieno. Con le auto a batteria non è così. La combinazione tra la ridotta autonomia, i lunghi tempi di ricarica e la rete ancora limitata e disomogenea delle colonnine fa sì che serva un'accurata programmazione dei percorsi che vada al di là del raggio d'azione della vettura. E ci vuole anche un po' di pazienza: il rifornimento "on the road" richiede − nella migliore delle ipotesi − almeno mezz'ora, ma potrebbe servire anche molto di più. Un tempo che, se non coincide con un pranzo al ristorante, la spesa al supermercato o con qualsiasi altra attività utile, può sembrare molto più lungo, nell'attesa che la batteria faccia il pieno di energia.

COMMENTI

  • L'auto elettrica oggi è un lusso per pochi. Trovo assurdo continuino ad uscire nuovi modelli ogni giorno, quando in giro se ne vede un numero ridicolo (ma l'Italia in effetti non è un mercato significativo per nessun costruttore ormai). Senza avere una propria presa di alimentazione è impossibile pensare di acquistarne una, al di là dei limiti kilometrici. Tra l'altro il leasing è l'unica opzione a prescindere, perché il valore residuo di una elettrica comprata oggi credo sia invalutabile. Forse il vero boom si avrà quando le batterie saranno ridotte a poche tipologie e sostituibili al distributore. Ma siamo lontani anni luce da questa ipotesi....
  • Quando un’auto elettrica avrà un’autonomia di almeno 500 Km in autostrada alla velocità di 130 Km/h allora sarà da prendere in considerazione. Vedere oggi le auto elettriche in autostrada Tesla compresa, viaggiare a 100, 110 Km/h beh, non è per nulla incentivante né divertente
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  • Non comprerò mai auto senza tetto apribile. Possibile che i costruttori oligopolisti facciano proprio le EV non apribili (oltre alla bellezza di vedere cielo e sole, l'aria fresca evita di consumare corrente aggiuntiva con il condizionatore!). Eppoi prezzi altissimi (tanto ci sono i contributi pubblici!) per auto che fanno tanti km come le auto delle bambole (proprio ora che ci sono ancora pochi punti di ricarica!), costringendo cosi i clienti a cambiarle entro 4 anni per insufficienza di esercizio. Privilegiamo chi rispetta il cliente (Tesla, Hyundai/Kia e ION) e ci vende macchine che dureranno una vita, con software aggiornabile! Meditiamo!
  • Al momento ritengo che questo tipo di confronti sia ancora poco indicativo della reale convenienza o meno di un'auto elettrica. Io vivo a Napoli e in questa città come in tante altre grandi città italiane avere un box auto privato è un privilegio non da ricchi ma da super ricchi! Senza un box auto o comunque un posto auto di proprietà in cui installare una colonnina di ricarica il discorso auto elettrica non si può nemmeno iniziare. E questo non è un problema risolvibile nemmeno nel lungo periodo, certo i punti di ricarica aumenteranno ( e sappiamo tutti che più è veloce la ricarica più costa) ma prima o poi anche gli incentivi si ridurranno.
  • confronti del tutto "transitori" . Se i carburanti non fossero tassati come sono, le elettriche incentivate come sono sarebbe vero il contrario. Se inoltre si considera che spingere a rottamare auto già costruite per costruirne altre non è proprio ecologoco, che lo smaltimento delle batterie non sarà proprio ecologico e che anche se a emissioni 0 impattano solo sul 17% (se non ricordo male era questa la responsabilità dei trasporti su inquinamento da emissioni) delle cause dell'inquinamento, che l'energia elettrica si produce inquinando ci si accorge anche che i motivi ecologici sono dubbi.... Lato economico la maggior parte delle case non ha un contatore individuale in garage e quindi sono falsati anche i costi del kwh. Insomma aspettiamo che l'elettrico non sia più una nicchia e che quindi le tasse si debbano giocoforza applicare anche su quei veicoli e la paura è che avremo distrutto i lavori legati ai motori endotermici per ritrovarci xon veicoli meno versatili e più costosi con inquinamento comessivo da verificare....
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  • Abito a Genova e i fortunati che dispongono di un box/posto auto servito da energia elettrica sono una larghissima minoranza. Non vedo come potranno dotare la città di rete di ricarica diffusa sul territorio (tutto strade strette, sali e scendi, parcheggio notturno selvaggio). Per i prossimi dieci anni la vedo dura...
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  • fino a che il governo non deciderà di prendere i soldi anche dalle elettriche. Il calderone va riempito con lo stesso ammontare... quindi se diminuiranno le vetture termiche ecco che andranno a spostare tasse ed accise su quelle elettriche. Alla fine sarebbe anche logico... ora gli sconti sono solo per una mera ideologia.
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  • Manca alcune cose tra i risparmi: Niente bollo per alcuni anni o addirittura a vita in Lombardia. Nessun costo di tagliando o molto bassi (filtro clima, liquido freni e liquido lavacristalli).Dischi e pastiglie freno durano quanto l'auto se si sfrutta la rigenerazione del motore. Se accoppiato ai pannelli solari con batteria di accumulo si fa praticamente bingo e si ha impatto ambientale di CO2 quasi nullo.
  • Model 3 LR da 2 mesi, usata allegramente in ciclo misto faccio 70km al giorno e consumo 10-11Kwh. Tradotto in soldoni sono ca.2€ al giorno
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  • L'elettrico conviene in città e spendendo il meno possibile. Altrimenti plugin.
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  • le elettriche vanno bene come mezzo di trasporto solo per chi vive vicino ufficio ha una villa 123456familiare con garage dove installare caricabatteria magari con pannelli solari e percorre pochi km al giorno,chi invece percorre da pendolare almeno 70 km ci rinunci o si faccia auto ibride benzina gpl metano
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  • In pratica, TUTTI i vantaggi dell'elettrico sono pagati da noi.
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  • Preferirei che gli € per incentivi fossero destinati alla riformare la sanità con ospedali che per risparmiare ti mandano a casa troppo presto e poi magari dopo devi tornare perchè febbricitante o per fare un esame se a tuo carico,il posto c'è il giorno dopo.
  • Se ci fosse ancora il fondatore di Quattroruote,non avrebbe censurato il mio commento anzi,avrebbe letto con piacere i commenti di chi non la pensava come la redazione.
  • Osservo che, almeno nel caso della Corsa, il confronto mi sembra viziato dalla scelta del modello a benzina: i 136 cv dell'elettrica non sono paragonabili a i 130 del modello a benzina, basta vedere i dati sulla velocità massima. Inoltre se si vuole avere un'autonomia accettabile in autostrada, con l'elettrica non bisogna superare, come da prova di 4R, i 110-115 km/h. Sarebbe stato più logico paragonarla quindi alla versione a benzina con motore da 101 cv, ma a questo punto la differenza penso sarebbe più accentuata. Posto poi che non sono pregiudizialmente contrario all'elettrico, ma sono semplicemente abituato a fare i conti bene prima di un acquisto impegnativo come quello dell'auto, restano due grossi problemi: 1) l'elettrico puro può essere preso in considerazione solo se ci sono corposi incentivi, altrimenti non regge al paragone, 2) resta l'incognito del valore dell'usato, quando terminerà la garanzia sulle batterie, che fra l'altro non è assoluta, ma si limita a prevedere, in genere dopo 8 anni, una capacità di carica almeno del 70%. Chi potrebbe comprare un'elettrica a questo punto? Se oggi proponessi un usato termico che dopo 8 anni ha solo il 70% delle prestazioni che aveva da nuovo probabilmente sarei invitato a rottamarlo. A questo punto, mi considero fortunato perchè, in pensione e ormai con ridotte necessità (non più di 10.000 km/anno, e molto meno in epoca di pandemia) quanto a mobilità personale potrò are come ho fatto fino ad oggi: utilitaria del segmento B a benzina. Ma non vorrei essere nei panni di chi utilizza l'auto per lavoro
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  • Trendy, ecologica, incentivata. E quattroruotata visto che ormai parlate solo di quello.
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  • Sino a quando ci saranno incentivi..
  • Ho un diesel. Devo cambiare auto. Che compro? Percorro 30/35 000 km all'anno. L'elettrico non va bene! l'ibrido non va bene! il metano nn ha futuro! il benzina consuma troppo! il GPL nn mi piace! Quando il Diesel non esisterà più, chi fa tanti Km come me andrà a piedi? Forse un'altra auto a Diesel riuscirò a prenderla e sfruttarla, forse una decina d'anni buoni ci sono ancora anche se la scelta si è ridotta tantissimo e gli incentivi sono razzisti con questa categoria di motori e la cosa non la trovo affatto giusta. E' sbagliato abbandonare questi motori. Sono solidi, prestanti, parchi nei consumi e se trattati bene nemmeno tanto inquinanti. Aiutateli ad essere meno neri e più verdi ma non sopprimeteli. come sempre succede nel mondo, se una cosa funziona bene va eliminata, perchè il profitto cala. E' questa la verità.
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