Mercato

Andrea Cardinali
Senza incentivi il "buco" si allargherà nel secondo semestre

Andrea Cardinali
Senza incentivi il "buco" si allargherà nel secondo semestre
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Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, non ha dubbi. "Nel primo semestre 2021 la perdita di immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2019 è di circa 200 mila unità, che si aggiungono alle oltre 500 mila autovetture perse nel 2020. Il "buco" continua ad allargarsi e al momento non vi è alcun segnale di un possibile, ancorché parziale, recupero nei prossimi mesi. Anzi, in assenza di misure specifiche di sostegno del mercato dell’auto nuova, quindi una nuova tornata di incentivi, il rosso si amplierà anche nel secondo semestre. Se, invece, dovesse arrivare una nuova tornata di incentivi, il mercato dovrebbe proseguire su questi ritmi anche nella seconda parte dell’anno”. Secondo il numero due dell’associazione che raggruppa le Case estere in Italia, tuttavia, in questo momento è prematuro fare previsioni "perché la discussione attorno al cosiddetto decreto sostegni bis (che, sotto forma di emendamento, potrebbe reintrodurre gli incentivi, ndr) è ancora in corso e comunque dobbiamo ancora aggiornare il nostro modello econometrico che è agganciato anche alle previsioni sul Pil, però, a seconda degli scenari, possono 'ballare' circa 100 mila auto".

Auto con la spina decuplicate in due anni. A prescindere dai valori assoluti, comunque, il mercato resta estremamente dinamico in termini di quote da due punti di vista: le alimentazioni e i canali. "Le macchine con la spina (4,7% elettriche e 4,7% plug-in, ndr) hanno raggiunto una quota del 9,4%, una percentuale in fortissima crescita che decuplica il dato, l’1% (0,8% elettriche e 0,2% plug-in), di due anni fa", sottolinea. In appena 24 mesi lo scenario è completamente cambiato "e non solo per merito degli incentivi, presenti, seppure in misura minore anche nel 2019. Sia chiaro, gli incentivi restano determinanti e anzi, noi vorremmo che l’orizzonte dell’ecobonus fosse portato al 2026, lo stesso del Piano nazionale di ripresa e resilienza, eventualmente a scalare in corrispondenza con la prevedibile discesa dei prezzi di queste auto in seguito alla crescita dei relativi volumi e al calo del costo delle batterie. Poi, certo, c’è una sensibilità diversa dei consumatori, una crescente consapevolezza, una maggiore conoscenza del prodotto”.

Il ruolo delle infrastrutture di ricarica. Non solo. Finalmente sembra essersi messa in moto anche l’infrastrutturazione del Paese. "La rete di ricarica elettrica sta finalmente facendo la sua parte. In due anni il numero complessivo di punti di ricarica pubblici è raddoppiato. Nel primo trimestre del 2021 c’è stata un’accelerazione piuttosto forte, la più alta in Europa: si è passati da 2,7 punti ogni 100 chilometri a 3,5. Certo, restiamo lontanissimi, in valore assoluto, da paesi come Norvegia e Olanda, ma in termini di crescita siamo leader. E se un consumatore vede una colonnina sotto casa forse prende davvero in considerazione l’ipotesi di acquistare una vettura con la spina".

La leva del prezzo e dell’offerta. Infine, anche i prezzi, seppure lentamente, stanno diminuendo e l’offerta si sta ampliando sensibilmente. "Sì", conferma il direttore generale dell’Unrae, "ma da qui a una quota del 20 o 30% ce ne corre. Obiettivamente non penso che sia realmente raggiungibile nel breve termine. Peraltro, bisognerebbe analizzare questo dato sia a livello territoriale, sia in termini di canale di immatricolazioni. Per esempio, il noleggio a lungo termine, da questo punto di vista, costituisce un fattore 'distorsivo' sul piano innanzitutto geografico. In questo canale, inoltre, la quota di elettriche e plug-in è sensibilmente più alta rispetto agli altri canali. Senza considerare che non si sa dove poi circolano realmente queste vetture, non certo, o comunque non tutte, nelle province in cui le società di noleggio le immatricolano”.

Autoimmatricolazioni già, "ma non sono una malattia". Per quanto riguarda i canali attraverso i quali sono immatricolate le auto, Cardinali sottolinea soprattutto il calo delle autoimmatricolazioni, le vetture targate direttamente dalle Case e dalle concessionarie sotto forma di chilometri zero, vetture di cortesia e sostitutive, che "scendono sensibilmente". Un mercato più sano? "Non so, non le considero una malattia o una droga, semplicemente è una parte fisiologica del mercato, utile sia all’offerta sia alla domanda, sia all’industria sia ai consumatori. Il dato, in ogni caso, andrebbe 'spacchettato' per alimentazioni per capire cosa sta accadendo esattamente, ma in questo momento non disponiamo dei disaggregati. Per quanto riguarda i consumatori, gli ultimi indicatori sulla fiducia mostrano una salita, non parlerei di debolezza di questa domanda”.

Corre il noleggio a lungo termine. In realtà il mercato, in questo momento, appare trainato o quantomeno condizionato dalla forza del noleggio, soprattutto di quello a lungo termine. "Sì", conferma Cardinali, "il rent a car cresce, ma rispetto al 2019 sconta ancora la crisi pesante del turismo business e leisure e non credo che recupererà nella seconda parte dell’anno. I dati del noleggio a lungo, in termini di quota, sono effettivamente molto buoni, il canale gode di ottima salute". Un rimbalzo dovuto all’esaurirsi del fenomeno dell’allungamento dei contratti che ha caratterizzato il 2020 oppure le imprese hanno davvero ripreso a targare? "Potrebbe effettivamente esserci un effetto rimbalzo, ma non ho elementi per affermarlo. Posso però dire che anche l’indice di fiducia delle imprese è buono e migliora, questo non può che riflettersi anche sull’auto aziendale, che però resta fortemente penalizzata da una fiscalità ostile. Sul ruolo del noleggio nella diffusione delle elettriche il numero due dell’Unrae non si sbilancia: impossibile dire se è più il long term rent a trainare le elettriche o se sono più le elettriche a trainare il noleggio. "Probabilmente entrambe le cose. Il fatto che il noleggiatore possa operare sul mix di prodotto per offrire canoni competitivi su certi tipi di vetture può certamente orientare la domanda. Ma anche sul lato della domanda è possibile che la clientela, anche quella privata, si orienti su questa formula per minimizzare i 'rischi', le incognite che l’usato elettrico, in qualche misura, ancora porta con sé".

COMMENTI

  • Alcune domande per il dott. Andrea Cardinali (UNRAE) e giornalisti di settore in genere: 1) Ritenete che sia corretto che il settore auto sia ancora ed ulteriormente "sostenuto" da incentivi , cioè da soldi pubblici italiani a debito ? 2) Quando riterrete di essere stati sostenuti a sufficienza ? 3) In considerazione che i soldi pubblici sono italiani, ritenete fondamentalmente sbagliato che questi vadano riconosciuti esclusivamente a chi assembla l'auto in Italia ? In caso contrario ci troveremmo a finanziare con soldi nostri il lavoro di francesi, tedeschi, cechi, polacchi, spagnoli e chi più ne ha più ne metta. Dov'è l'errore in questa mia considerazione? Grato per una eventuale risposta, saluto cordialmente.