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Risorse umane
Il welfare sale in auto

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Il welfare sale in auto
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L’emergenza sanitaria del Covid-19 e i lockdown che si sono susseguiti sui territori, in uno scenario globale e locale, hanno modificato tanti aspetti delle nostre vite e del mondo del lavoro. E la mobilità, come sempre, è al centro delle trasformazioni epocali. Di fronte alla rivoluzione dello smart working, per esempio, come cambia un tema - strettamente legato al fleet management - come il welfare aziendale? La sua crescita, dai servizi sanitari alle spese per l'istruzione dei figli, è stata continua dal 2016 e nel 2020, per la prima volta, le imprese attive su questo fronte hanno superato il 50%. Di queste, il 79% ha confermato iniziative in corso e il 28% ne ha introdotte di nuove, secondo il Rapporto 2020 del Welfare index Pmi di Generali. Un report che evidenzia, a questo proposito, svolte cruciali anche nel settore della mobilità sostenibile (ritenuta molto importante o fondamentale dal 33,8% degli intervistati).

2020_Welfare_Index_Generali

I vantaggi fiscali. Già dal 2009, in risposta alla perdita di potere d'acquisto dei lavoratori, Confindustria e sindacati si sono accordati per lo sviluppo di tecnologie digitali che hanno portato alla nascita di diverse piattaforme di welfare create per gestire una gran varietà di servizi, pagati con il contributo delle stesse aziende. Che possono erogare premi di produttività (lo hanno fatto in 9 mila nel 2016, ma in ben 54 mila nel 2019), proprio come dotazione welfare, con soglie di 3 mila euro per redditi fino a 80 mila euro annui e 5 mila e oltre per quelli sopra quota 80 mila. I compensi sono deducibili al 100% dalle aziende e possono andare ad affiancarsi al calcolo del fringe benefit (258,23 euro all'anno di soglia deducibile), il quale sale a 5.164 euro per la previdenza complementare e a 3.615 euro per le polizze sanitarie. ll vantaggio fiscale è che queste cifre non rientrano nel calcolo del reddito del dipendente. Una svolta importante potrebbe essere quella di far rientrare nel welfare aziendale anche la fornitura di servizi di car sharing o car pooling, come richiede l'Aiwa (Associazione italiana welfare aziendale), a favore di un bonus mobilità presentato tra gli emendamenti della legge di stabilità 2020. Un traguardo vicino e raggiungibile, che permetterebbe sostanziali risparmi per aziende e lavoratori, in linea con la normativa esistente.

2020_busta_paga

Le novità di Aon, Alphabet e Arval. In questo contesto si vanno a inserire le strategie delle principali aziende di noleggio a lungo termine, con novità come il pay-per-use di Flee del gruppo Aon (un long term pensato per chi non ha l'auto assegnata), mentre Alphabet e Arval, per esempio, offrono la possibilità di noleggiare tramite app le vetture in pool normalmente utilizzate per lavoro, avendole a disposizione per il proprio tempo libero a tariffa agevolata. Un'altra offerta, Arval for employee, che consente ai dipendenti senza company car di noleggiare automobili, anche usate, a tariffe vantaggiose ha raddoppiato i contratti nel 2020. In fin dei conti si tratta di un benefit flessibile che consentirebbe alle imprese di offrire ai propri dipendenti un servizio di mobilità intelligente a costi contenuti. E poi, vantaggi fiscali a parte, rappresenta un buon investimento anche per le aziende: le imprese più attive nel welfare, secondo un modello di analisi sviluppato con il Cerved, registrano un tasso di produttività superiore al 6% in un biennio. Il triplo, all'incirca, rispetto al 2,1% della media delle Pmi. Senza contare che, come sottolinea uno studio di McKinsey, l'assenteismo diminuirebbe di almeno il 15%. Il tema del welfare aziendale, sempre più importante e in evoluzione in questo periodo di pandemia, in particolare per quanto riguarda mobility e prospettive per i fleet manager, sarà al centro di un’inchiesta sulla rivista Fleet&Business di febbraio, dove approfondiremo gli argomenti delle auto aziendali e le loro alternative (o integrazioni), della sperimentazione con voucher o altri strumenti simili di pagamento per car sharing in alternativa al Trasporto pubblico locale e di alcuni progetti specifici sulla mobilità messi in campo dalle principali aziende attive nel campo del welfare.

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