ISCRIVITI GRATIS
Ricevi gratis la rivista Fleet&Business e la Newsletter
Quattroruote Fleet&Business è la nuova rivista firmata Quattroruote pensata per chi, all’interno delle società, si occupa della mobilità del loro personale e della gestione dei veicoli aziendali.

con il supporto di
Noleggio

Autopromotec
Arval, focus sull'autoriparazione

Autopromotec
Arval, focus sull'autoriparazione
Chiudi

Forte presenza di Arval all'Autopromotec di Bologna, con uno stand che già dalla sua progettazione vuole sottolineare i due aspetti che il noleggiatore a lungo termine transalpino sta da tempo curando per tutti i suoi punti sul territorio: "una parte elegante, con piante, materiali di legno e lichene stabilizzato, addirittura un profumo personalizzato che va a toccare anche un senso trascurato come l'olfatto", spiega Marco Mosaici, direttore Aftermarket networks di Arval Italia, "e una seconda molto tecnologica, da sottolineare in una fiera come questa, dove l'autoriparazione sta velocemente passando dalla chiave inglese agli Oculus". La fiera biennale felsinea è un appuntamento imprescindibile per la società di noleggio di BNP Paribas, anche perché 10 anni fa ha deciso di investire sulla rete di assistenza alle sue auto in flotta. "Oggi gestiamo 7.000 riparatori, 3.500 con sette accordi con player nazionali e internazionali, 1.800 concessionari e autorizzati Case auto, 900 carrozzerie e 4.000 gommisti, un totale che fa più di 7.000 perché alcuni sono multiservice", spiega Mosaici, che precisa come "prima erano oltre 20.000, ma l’obiettivo è di arrivare a 2.300 centri per l'80-85% degli interventi di cui abbiamo bisogno per la nostra flotta che, lo scorso anno sono stati oltre un milione, per 243 mila veicoli".

Spinta sulla certificazione. Arval cura questa rete anche con con una Direzione dedicata e 12 network manager sul territorio e, da due anni, con un ente terzo, ovvero Rina, che finora ha certificato 190 Arval premium center e proseguirà con altri 1.500 service center. Centri che utilizzano i sistemi tecnologici più avanzati per la riparazione, come ad esempio lo "smart repair". Come sottolinea Mosaici: "Il 60% degli interventi sono fatti con questi sistemi, che permettono minor costi e fermi macchina più contenuti. Per arrivare a ciò abbiamo portato a bordo tante altre aziende con accordi di partnership (120, ndr) e abbiamo realizzato tanti corsi, non solo tecnici ma anche manageriale, per creare la cultura dell’assistenza in tutti i nostri centri, ai quali abbiamo assicurato 200 ore di formazione all’anno". Tra l'altro, la formazione online è stata accelerata durante il perioso del Covid, grazie ai nuovi sistemi digitali. "Tra i nostri centri ne abbiamo ben 1.200 abilitati PES/PAV per la manutenzione di auto elettrificate, con estrema attenzione alla sicurezza dei lavoratori". Tutti centri che possono sfoggiare il logo dell’istituto, "una cosa non banale farselo approvare", commenta Mosaici, che afferma come anche l'usato sia di recente entrato a far parte del business di questi centri, così come il ri-noleggio: "in questo modo stanno sempre di più diventando centri di mobilità che, per noi diventano anche procacciatori di contratti a noleggio, e con i quali noi continuiamo a costruire nuovi prodotti, come, ad esempio, il pickup and drop già anni fa, o, di recente, le officine mobili", dice il manager, sottolineando anche il fatto che loro spingono gli autoriparatori a "crearsi" nuove professionalità, ad esempio nella logistica.

Parola d'ordine: etica. Con questa evoluzione della rete Mosaici vuole non solo curare al meglio il proprio cliente, sia questa azienda o privato, ma, anche, "riconquistare un cliente che non ripara, perché non si fida. Se il riparatore si muove in maniera trasparente qualche manutenzione in più riesce a farla". Trasparenza che ha spinto anche Arval a sposare l’iniziativa di Mapfre UGØ, ovvero l'usato garantito, con cui arrivare a dare anche tre anni di garanzia. "Da poco abbiamo anche lanciato una community dei riparatori, un social dove costoro si confrontano quotidianamente sulle sfide del comparto che, prima, magari si sentivano - o li sentivamo - con altri mezzi", spiega ancora Mosaici, che orgogliosamente chiosa con un "questo modello Made in Italy lo stiamo esportando negli altri mercati dove siamo presenti, a partire dalla Francia per arrivare al Regno Unito, passando dal Belgio, eccetera".

COMMENTI