In occasione della presentazione a Sant'Agata Bolognese, è stato svelato anche il mistero che si celava dietro il nome della nuova "Murciélago". In spagnolo questa parola significa "pipistrello" e tutti si chiedevano se avesse a che fare con le razze di tori, tradizionale serbatoio delle denominazioni dei modelli Lamborghini.
Nel 1879 il famoso Rafael Molina "Lagartijo", dopo un'estenuante corrida, decise di risparmiare un magnifico esemplare, onore rarissimo, riservato ai tori più nobili e coraggiosi. L'animale fu poi il capostipite di un'eccezionale razza da combattimento, la Miura, che diede il nome a un'altra celebre auto della casa di Sant'Agata. E quel toro risparmiato si chiamava, appunto, Murciélago.
L'ultima Lamborghini non tradisce lo schema della precedente "Diablo": linea a cuneo, portiere ad apertura verticale, trazione integrale. Il motore, sempre in posizione centrale e con il cambio rivolto in avanti, è un'evoluzione del V12 di sei litri, 48 valvole, portato a 426 kW-580 CV a 7500 giri/min, con una coppia di 650 Nm a 5400. Secondo la Casa, la "Murciélago" è in grado di superare i 330 chilometri all'ora (in funzione della configurazione aerodinamica) e di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi.
Il lancio della supercar, primo modello interamente sviluppato sotto la gestione Audi, coincide con il totale rinnovo dello stabilimento e con l'inaugurazione del museo Lamborghini. Evidenti segni che il marchio dei Quattro Anelli intende recuperare completamente il patrimonio storico della celebre Casa del Toro.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it