Un milione: nell'industria dei grandi numeri è un traguardo ancora piccolo, in fondo (il Maggiolino lo raggiunse nel 1955), ma per la Grande Punto è comunque un bel compleanno, a conferma delle ottime qualità generali del modello e dell'aspettativa soddisfatta di tanti proprietari.
La linea piacevole e aggressiva (somiglia molto a una Maserati, nel frontale) e la guidabilità superiore a quella delle concorrenti sono le sue armi vincenti, oltre alla notevole gamma di allestimenti e di motori, che ora comprendono anche il nuovo 1600 Multijet da 120 CV e una versione a metano realizzata direttamente in fabbrica: la Natural Power.
"Quattroruote" le ha provate praticamente tutte anche nei test di lunga percorrenza, mettendo in luce pregi, difetti e le motorizzazioni più raccomandabili. Considerando la massa, la 1.2 da 65 CV non è la nostra prediletta; meglio la 1.4 da 77 CV (anche se la ripresa non è vivace) specie per chi impiega spesso l'auto in autostrada o a pieno carico. Di recente introduzione, infine, la sportiva T-Jet, col turbo da 120 CV.
Dei due 1.3 turbodiesel a disposizione (75 e 90 CV) preferiamo il primo, perché più progressivo nell'erogazione della potenza e accreditato di consumi più bassi senza perdere troppo nelle prestazioni.
La Natural Power, poi, è basata sulla meccanica della 1400 da 77 CV, ma perde parecchio nella vivacità di marcia. Va bende quindi per chi ha il chiodo fisso del risparmio, non dello zero-cento.
Nella prova dei 100.000 chilometri e dai rapporti dei nostri lettori sono emersi alcuni problemi di giochi al piantone dello sterzo, sul quale la Fiat è intervenuta più volte. Erratiche le indicazioni del tachimetro (che si risolvono con un aggiornamento del software) e qualche scricchiolio dei sedili e della plancia.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it