Con la coupé a quattro porte A7, chiamata per esigenze dello show, Sportback concept, l'Audi ha guadagnato un posto da star al Salone di Detroit, dove i giochi li fanno ancora una volta, e ancora di più vista la crisi dei marchi americani, le case europee. La A7, con le sue linee pulite e austere, e nel contempo decise e dinamiche, sintesi di tecnologia tedesca ed emotività latina, non colpisce solo per il design, ma anche perché dimostra la determinazione dell'Audi di andare a coprire tutte le possibili nicchie di mercato.
Una determinazione tanto più sorprendente in questo momento di recessione generale in cui quasi tutti i costruttori tirano la cinghia, tracciando una riga su molti progetti o posticipandoli nel tempo. Audi, invece, continua a mantenere un'agenda fitta di nuovi modelli. Adesso la concept della A7 (attesa sul mercato ai primi del 2010), poi sarà la volta della A5 in versione Sportback e, infine, della nuova A8 in settembre. Ma già l'anno prossimo si aprirà con l'arrivo di altre importanti novità: una su tutte, la piccola A1.
Con questo modello e, forse, con una riedizione della A2 (che a dispetto della numerazione sarà più piccola della A1) nel 2012, la gamma sarà completa, mentre nell'arco di due tre anni si chiuderà il cerchio anche nella serie Q, quella delle Suv-crossover con Q7, Q5, Q3 e Q1. A proposito, la Casa tedesca potrà usare la denominazione Q anche per i suoi modelli più piccoli, grazie a un accordo raggiunto con la Nissan che, in America, già la utilizzava per alcuni modelli della gamma Infiniti.
La scelta di tenere duro e continuare a investire in nuovi modelli sembra pagare: la Casa degli anelli ha annunciato di aver superato nel 2008, anno terribile per l'industria dell'auto, la soglia storica del milione di unità. Insomma, la crisi c'è, ma non tutti la sentono allo stesso modo. A meno che l'onda lunga debba ancora arrivare.
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