Nuovi Modelli

Motor Show 2014
Willys AW 380 Berlineta, il marchio e il powertrain

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Willys AW 380 Berlineta, il marchio e il powertrain
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In assenza di grandi novità di respiro internazionale, c'è chi ha approfittato dell'edizione del rilancio del Motor Show per prendersi un po' di quella visibilità che ai saloni stranieri si concentra sistematicamente sui grandi Costruttori. Ecco allora che la rassegna bolognese si è rivelata l'occasione ideale per vedere qualche curiosa "outsider". La più interessante di tutte è indubbiamente la Willys AW 380 Berlineta, coupé che riporta in auge quel marchio americano da cui nel 1941 nacque la General Purpose, poi passata alla storia e alla leggenda con il nome di "Jeep".

I segreti della nuova Willys. "Non c'è stata alcuna recriminazione sull'utilizzo del marchio da parte di Fca", ci ha spiegato Emanuele Bomboi, design director della Carrozzeria Viotti. Lo stilista, romano trapiantato a Torino e cresciuto professionalmente in Fiat prima e Bertone poi, ci ha raccontato in esclusiva qualche dettaglio del modello che segna la rinascita - come Costruttore autonomo - di Willys.

Marchio rilevato "prima dei cinesi". Il trademark, che peraltro la Jeep ha rievocato di recente sull'edizione limitata Wrangler Willys Wheeler (presentata l'anno scorso a Los Angeles), è stato rilevato dall'italiana Viotti "prima che lo facessero i cinesi" (per usare le parole di Bomboi), in fase di shopping internazionale nel settore automotive.

Le linee della Alpine. Il rilancio della marca, che tramite la sua controllata brasiliana produsse su licenza la Alpine A108 e una lunga serie di altri modelli, parte da questa idea di fuoriserie, che proprio alla sportiva francese si ispira evidentemente nelle linee. "Attualmente siamo in una fase di studio", spiega Bomboi, "ma abbiamo già le idee chiare sul modello definitivo". Restano comunque aperte alcune questioni centrali, a partire da quelle legate alla meccanica.

Sei boxer o a V. Comunque biturbo. Nella scheda tecnica diramata in occasione del debutto, è citata la presenza di un 3.8 sei cilindri boxer dotato di sovralimentazione biturbo. La Viotti preferisce non dire a chiare lettere quale sia la sua provenienza, ma cilindrata e architettura parlano da sé. "Abbiamo sul tavolo anche un'altra ipotesi di lavoro, con un V6 biturbo al posto del boxer", ci ha anticipato Bomboi, che anche in questo caso preferisce non parlare dell'origine del propulsore.

Un solo motore in produzione. "Anche riguardo al cambio", prosegue il designer "abbiamo due opzioni sul tavolo. Oltre al sei marce, che resta comunque il candidato favorito, stiamo ragionando sulla possibilità di adottare un'unità a sette rapporti, sempre automatica con paddle al volante. In ogni caso" conclude Bomboi "la AW380 sarà costruita con una sola proposta di powertrain".

"Valore percepito sopra i 380.000 euro". Sulla supercar ci sarà comunque spazio per le possibilità di personalizzazione: le dimensioni minime della serie produttiva - 110 esemplari in tutto - permetteranno di soddisfare molte delle richieste avanzate dai clienti. "Del resto", assicura il designer, "il valore percepito dai potenziali clienti è in molti casi ben superiore ai 380.000 euro comunicati per il listino, e c'è anche chi ha chiesto versioni da oltre 800 CV".

Le impressioni dal vivo. Al di là di quelle che possono essere le considerazioni estetiche, la maquette esposta a Bologna mostra un rigore costruttivo visibilmente superiore alla media dei prodotti realizzati da altre realtà semi-artigianali. L'azienda che l'ha costruita, del resto, è specializzata nei servizi di prototipazione rapida, lavorazione della fibra di carbonio e costruzione di vetture speciali: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Ferrari e Magna, oltre alla realizzazione della Lykan HyperSport, supercar medio-orientale poco nota da noi, ma superata nel prezzo (3,4 milioni di dollari) dalle sole Lamborghini Veneno e Veneno Roadster.

Da Bologna, Fabio Sciarra

COMMENTI

  • Oggi purtroppo sono stato al Motor Show, tranne la possibilità di aver visto la Tesla model S dal vivo, per il resto una truffa bella e buona, metà fiera chiusa, stand mezzi vuoti, riempiti con delle macchine d'epoca di dubbio valore, , io sono di Rimini ma penso a quelle persone che sono venute da lontano, soldi buttati, concordo con chi dice meglio chiudere che fare delle edizioni come questa.
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  • Effettivamente aveva un che di Alpine.... carina!