La Landwind X7, il clone cinese della Range Rover Evoque, è stata di recente aggiornata con un facelift. Queste immagini mostrano i dettagli rinnovati del frontale e della coda che, tuttavia, si abbinano a un design che rimane comunque estremamente simile a quello della Suv inglese. Non si tratta però dell'unico esempio di plagio nel mondo dell'auto: in passato molti altri modelli hanno ripreso, più o meno fedelmente, le linee di alcune auto occidentali.
Sotto processo. Tutto ebbe inizio al Salone di Guangzhou del 2014 quando la Jingling Motor presentò la Landwind X7, la sua nuova Suv destinata al mercato cinese. Subito emersero critiche riguardo al design, palesemente simile a quello della Range Rover Evoque presentata tre anni prima, così il costruttore britannico decise di denunciare per plagio la Casa asiatica ma, lo scorso anno, i tribunali cinesi non hanno riconosciuto l'effettiva validità dei brevetti della Land Rover perché registrati successivamente al debutto sul mercato del modello. Parallelamente anche i brevetti della Landwind X7 sono stati respinti in quanto il design dell'auto era ritenuto troppo simile a quello della Suv inglese. Attualmente, la Jiangling Motor è ancora accusata di violazione del copyright e di concorrenza sleale nei confronti della Land Rover.
Costa quasi un quarto. La nuova Landwind X7 è proposta sul mercato cinese con un prezzo di circa 13 mila euro contro i 50 mila necessari per acquistare una Evoque. I clienti della Suv asiatica hanno a disposizione un 2.0 turbo benzina da 190 CV che presto sarà affiancato da un 1.5 Turbo da 150 CV: entrambi i motori, di derivazione Mitsubishi, si abbinano alla trazione anteriore. Anche le dimensioni esterne delle due vetture sono estremamente simili: la cinese è lunga 4,42 metri mentre la britannica si ferma a 4,37 disponendo di un passo di 2.660 mm, 10 in meno del clone dagli occhi a mandorla.
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